Xiaomi Smart Band 7, la prova: un passo avanti e due passi indietro

Xiaomi Smart Band 7, la prova: un passo avanti e due passi indietro

Svelata da Xiaomi a Parigi insieme con un nuovo monopattino elettrico, un notebook 2-in-1 e una rinnovata gamma di televisori, e in vendita anche in Italia dalla fine di giugno, la Smart Band 7 raccoglie un’eredità importante. La storia dei dispositivi indossabili del costruttore cinese, che prima si chiamavano Mi Band, è iniziata circa 7 anni fa, quando il primo arrivò anche nel nostro Paese: costava meno di 30 euro, ed ebbe il merito indiscutibile di aprire il mercato verso il basso e di democratizzare questi prodotti.

È dunque comprensibile che per questa settima versione ci fossero molta attesa e parecchie aspettative, che però sono andate in parte deluse. Dal punto di vista dell’hardware, la Smart Band 7 è indubbiamente migliore delle precedenti, con un bel display Amoled che ora arriva a 1,62″, è leggibile praticamente in ogni condizione di luce e finalmente permette di attivare l’always-on, che mostra sempre l’ora. Come un orologio, insomma.

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Come va la Xiaomi Smart Band 7

Questa è la cosa che ci è piaciuta di più: lo schermo è piacevole da avere sotto gli occhi, molto personalizzabile e ricco di informazioni. Questa e il fatto che la Smart Band 7 faccia bene quello che deve fare: sì, è “in grado di rilevare oltre 110 tipologie di attività fisiche”, di misurare l’ossigenazione nel sangue ed è pure impermeabile sino a 50 metri di profondità, ma soprattutto si collega facilmente allo smartphone (noi l’abbiamo abbinata a uno OnePlus 8 Pro), riceve senza problemi tutte le notifiche e permette di leggerne molta parte e l’app per la sua gestione è chiara e intuitiva.

Fra le cose che non ci sono piaciute, forse anche a causa di questa torrida estate 2022, c’è invece il fatto che il bracciale, nonostante che da Xiaomi abbiano spiegato di averlo migliorato, resti ancora molto (troppo) fastidioso da indossare quando fa caldo, soprattutto se si fa o si è fatta una di quelle 110 tipologie di attività fisiche che la Smart Band è in grado di rilevare. Da questo punto di vista, ci è parsa decisamente peggiorata rispetto alla precedente.

Allo stesso modo, ci è parsa peggiore pure la durata della batteria: sarà per lo schermo più ampio, sarà perché abbiamo attivato tutte le funzionalità di rilevamento e pure l’always-on display, ma ci siamo trovati a doverla ricaricare ogni 5-6 giorni. Intendiamoci: non sono pochi, ma decisamente non sono i “14 giorni di standby” promessi in fase di presentazione.

È da comprare oppure no?

Nonostante questo, la risposta alla domanda qui sopra è comunque un sì, seppure sia un sì condizionato. Di listino, la Xiaomi Smart Band 7 costa 59,99 euro, che restano un ottimo prezzo: se non avete un dispositivo indossabile, questo è quello giusto da cui iniziare. Meglio: lo è a meno che non troviate online la precedente Mi Smart Band 6 NFC, che non solo costa una decina di euro in meno, ma (come si capisce dal nome) ha pure una funzionalità che la Smart Band 7 non ha. Allo stesso modo, se già avete una qualsiasi variante della precedente Mi Smart Band 6, allora forse è meglio attendere una prossima, eventuale Smart Band 8.

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