Un virus di nome Chernobyl: “Il mio computer non sa più di esserlo”

Un virus di nome Chernobyl: “Il mio computer non sa più di esserlo”

Il 26 aprile 1999 un virus si attiva in circa 60 milioni di computer in tutto il mondo (soprattutto in Asia). Lo chiameranno Chernobyl, perché in quella data ricorreva il tredicesimo anniversario dell’incidente nucleare alla centrale ucraina; ma in realtà il 26 aprile, come data di attivazione, non aveva alcun collegamento con quel tragico fatto. Era stato scelto perché il virus informatico era stato terminato il 26 aprile dell’anno precedente. Il suo autore era uno studente di un’università di Taiwan, Chen Ing-hau, da cui il vero nome del virus, Cih, le tre lettere che si trovavano nel codice. Perché lo aveva fatto? Per dimostrare l’inefficacia degli antivirus in circolazione, dirà giorni dopo, scusandosi con l’università e mettendo a disposizione di tutti un antivirus in grado di bloccare il Cih.

Il virus insomma ebbe un anno di tempo per diffondersi silenziosamente sui pc di tutto il mondo con Windows 95. Verrà trovato in un popolare videogioco e anche nei pc venduti da una società che collaborava con Ibm. 

Man mano che il 26 aprile 1999 si avvicinava l’allarme cresceva, soprattutto in Cina. L’agenzia di stampa cinese dirà che 100 mila computer erano stati colpiti di cui almeno cinquemila seriamente (perdita di dati e danni all’hardware). Nella conta dei danni verranno coinvolti moltissimi paesi, dalla Nuova Zelanda agli Stati Uniti. Uno dei rimedi più consigliati fu quello di non accendere il computer il 26 aprile e ripartire il 27. Per quelli che non lo fecero furono guai. Una delle frasi più ricorrenti fu: “Il mio computer non sa più di essere un computer”.

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