Twitter, sei secondi per correggersi: ecco il comando per tornare indietro

Twitter, sei secondi per correggersi: ecco il comando per tornare indietro

“TORNA INDIETRO”. No, non proprio un bottone per modificare il tweet. Su quello, c’è da metterci una pietra sopra. Piuttosto, una velocissima marcia indietro da fare entro pochi secondi, a quanto pare sei al massimo. Prima che il contenuto finisca online e, se contenente un errore o un’imprecisione, sia da cestinare ripartendo da capo. Sempre che non abbia già raccolto qualche reazione. Una funzionalità molto chiacchierata e attesa di Twitter che starebbe dunque per arrivare: a scoprirla è stata la solita e abilissima analista ed esperta di applicazioni Jane Manchun Wong, non nuova ad anticipazioni di questo genere, che ha diffuso una schermata su come potrebbe funzionare il comando, attualmente in fase di test.

In sostanza, sotto alla finestra di conferma dell’invio del proprio tweet dovrebbe materializzarsi il pulsante “Undo”, che sta appunto a significare l’annullamento dell’ultima operazione compiuta, e una barra che completandosi nel giro di pochi secondi darà all’utente l’idea di quanto tempo gli resti per scegliere se tornare sui propri passi, magari rileggendo il contenuto o disinnescando un post troppo polemico. Oppure, senza fare nulla, confermare il caricamento. Ricorda in parte l’opportunità che Gmail offre per la sua posta elettronica, dove il comando “Annulla invio” consente di richiamare un’email poco dopo averla spedita (si può personalizzare per consentire che sia possibile farlo entro 5, 10, 20 o 30 secondi). E spesso salvarsi da qualche brutto pasticcio.

Twitter è in piena metamorfosi. E dunque non stupirebbe veder sbarcare nel giro di poco tempo questa novità sulle app di centinaia di milioni di utenti globali (in Italia lo usano 10,2 milioni ogni mese). La settimana scorsa il social dell’uccellino ha infatti annunciato nuove funzionalità che ne cambieranno profondamente l’aspetto e le dinamiche di utilizzo, per esempio con l’introduzione dei Super Follow, una specie di piano di abbonamento che trasformerà ogni profilo (o almeno ogni profilo degno di sollevare un qualche interesse) in una specie di OnlyFans: gli utenti potranno cioè pagare per accedere a contenuti esclusivi. E se già da mesi sono operativi gli Spazi per le chiacchierate audio simili alle room di Clubhouse (da pochissimi giorni disponibili anche per gli utenti Android, anche se al momento si può solo partecipare e parlare ma non se ne possono creare di nuovi) arriveranno anche le Community: si potrà cioè scegliere di inviare certi contenuti solo a gruppi specifici di utenti, raccolti intorno agli interessi comuni. Tutto nel disperato tentativo di tornare a crescere, puntando a quota 315 milioni di utenti giornalieri “monetizzabili” (così li ha ribattezzati la società) e a un raddoppio dei ricavi entro il 2023.

Fra l’altro, il Super Follow non è una scelta isolata. Se Spotify ha appena spiegato che introdurrà la possibilità di stabilire degli abbonamenti per i podcast realizzati dagli utenti, anche Clubhouse consentirà presto di far pagare dei biglietti per accedere a specifiche room, o lasciare mance ai moderatori nel corso della conversazione. La strada è chiara, e non è secondario che venga imboccata proprio dopo tanti mesi di isolamento e di iperattività sui social: torna di nuovo, ma con strumenti più funzionali a metà strada fra quelli disponibili su TikTok, YouTube e quelli sviluppati da piattaforme specializzate come Patreon e appunto OnlyFans, la volontà di alimentare il coinvolgimento degli utenti consentendo loro di guadagnare. E innescando dinamiche che lusinghino (e ricompensino) quelli in grado di stimolare in modo più vivace la propria audience.

Tornando a Twitter, non si tratta insomma dell’agognato bottone modifica, vecchia e accorata richiesta di gran parte degli utenti che tuttavia Jack Dorsey, cofondatore e Ceo, ha più volte escluso perché tradirebbe la natura del social (più di quanto non stia accadendo negli ultimi mesi?). Ma sarebbe comunque un passo in avanti. Anzi, indietro. La possibilità di bloccare rapidamente un tweet nel caso ci si dovesse rendere conto appena dopo il “Twitta” di un errore grammaticale, un problema di qualsiasi tipo, un eccesso di reazione o chissà quale altro errore da matita blu. Potrebbe anche darsi che la funzionalità possa arrivare solo per i creator che decideranno di partecipare al programma Super Follow, come strumento aggiuntivo per gestire meglio il proprio profilo. Destinato, per chi ci saprà fare, a diventare una nuova fonte di guadagni.

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