Twitter Blue arriva anche in Italia, ma i piani di Musk non vanno come previsto

Twitter Blue arriva anche in Italia, ma i piani di Musk non vanno come previsto

Ai più attenti non sarà sfuggita, sulla colonna sinistra che raggruppa le diverse funzionalità di Twitter, una ‘B’ con disegnato dentro un uccellino, comparsa tra i ‘segnalibri’ e le informazioni sul proprio profilo. È l’icona di Twitter Blue, l’abbonamento al social network che per 8 dollari al mese consente di avere la famosa “spunta blu” e di godere di alcuni privilegi: “schizzare in cima alle risposte, alle menzioni e alle ricerche”, visualizzare la metà degli annunci rispetto a chi non paga e pubblicare video più lunghi (c’è già chi ne ha approfittato, condividendo interi film alla faccia del copyright).

Twitter Blue arriva ufficialmente anche in Italia, dunque, al prezzo di 8 euro al mese oppure di 7 euro al mese se si sceglie il “piano annuale” (costo complessivo: 84 euro). 

Nei piani di Elon Musk, che ha acquistato Twitter a novembre 2022, “Blue” rappresenta una fonte di guadagno importante per recuperare gli investimenti nell’azienda, per ripagare i vecchi debiti, per arginare le perdite (lo scorso novembre Musk affermava che Twitter stava perdendo 4 milioni di dollari al giorno) e, soprattutto, per generare in futuro nuovi profitti. Tutto questo in attesa della “super app”, una nuova versione di Twitter con cui fare molte più cose, compresi gli acquisti e le transazioni economiche.

Twitter, 180 mila abbonati. Il 62% negli Usa

Ma un documento riservato, ottenuto dalla testata The Information, mostrerebbe che la strada è ancora in salita: a metà gennaio 2023, risultavano iscritti a Twitter Blue appena 180.000 utenti, di cui il 62% negli Stati Uniti. Il servizio, come abbiamo detto, solo da pochi giorni è disponibile anche in Europa, e in Italia appunto, ma al momento – se gli iscritti non aumenteranno considerevolmente – Twitter potrebbe ricavare dagli abbonamenti tra i 27 e i 30 milioni di dollari all’anno. 

Forse per questo Musk starebbe pensando a un abbonamento diverso per le aziende, i cui profili su Twitter sono verificati tramite una spunta oro. Le aziende che intendono tenerla, in futuro saranno chiamate a pagare 1.000 dollari al mese.

L’inchiesta del NYT sul porno presente su Twitter

La parola d’ordine, insomma, è monetizzare. Ne farà le spese anche chi usa l’API di Twitter, che dal prossimo 9 febbraio diventerà a pagamento. Non è stato ancora annunciato un piano specifico, e soprattutto un costo, per le app di terze parti che vorranno appoggiarsi all’API della piattaforma. Già da diverse settimane questa decisione ha avuto un impatto su servizi molto popolari come Twitterific e Tweetbot, che erano attivi da più di dieci anni. 

Oltre alle difficoltà economiche, Twitter deve vedersela con problemi non di poco conto come i contenuti pedopornografici che – nonostante l’impegno e le promesse di Musk – continuerebbero a circolare sulla piattaforma.

Una nuova inchiesta del New York Times, realizzata in collaborazione con il Canadian Centre for Child Protection, ha evidenziato come video e immagini esplicite, raffiguranti abusi su minori, siano stati condivisi su “molteplici account” e abbiano addirittura totalizzato centinaia di migliaia di “mi piace” e di “retweet”. In alcuni casi, stando a quanto riporta il Times, questi contenuti vengono addirittura promossi dall’algoritmo di Twitter.

I tagli al personale di Twitter, effettuati da Elon Musk lo scorso novembre, avrebbero ridotto del 15% lo staff della divisione “trust and safety” che si occupa di monitorare i contenuti più a rischio sul social.

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