Telegram starebbe per lanciare una versione a pagamento

Telegram starebbe per lanciare una versione a pagamento

Telegram avrebbe pronto il lancio di una versione a pagamento. Il servizio di messaggistica, ritenuto tra i più sicuri sul mercato, avrebbe accelerato i piani per cercare aumentare gli introiti, anche alla luce del boom di download e nuovi utenti registrati negli ultimi mesi, complice la guerra tra Ucraina e Russia.

Stando ad alcune schermate ottenute dal sito Android Police, l’azienda proporrà un servizio chiamato Telegram Premium che, al corrispettivo di un canone non ancora noto, permetterà di accedere a contenuti esclusivi, tra cui emoticon e sticker animati, altrimenti nascosti.

Telegram premium dopo l’affondamento della criptovaluta

L’ultima versione beta dell’app per iOS include emoji e adesivi da sbloccare solo se ci si abbona a Telegram Premium, un servizio attualmente non disponibile ma di cui si era già parlato a dicembre del 2020, quando il fondatore Pavel Durov in un post sul suo canale ufficiale di Telegram aveva confermato le necessità di individuare mezzi di ricavo alternativi per l’app, senza vendere dati degli iscritti ad agenzie pubblicitarie e di analisi.

Negli anni passati aveva provato altri strumenti, come il lancio di una criptovaluta legata all’app di messaggistica che però fu duramente ostacolata dalle autorità americane al punto da indurre l’imprenditore, fondatore di VKontakte, il più popolare social di Russia, a cambiare i propri piani e ad annullarne il lancio. Durov ora vorrebbe fare leva sulla nuova ondata di popolarità ottenuta della sua app, usata sia dal governo di Kiev che da autorevoli rappresentanti del Cremlino come canale privilegiato per le proprie comunicazioni ufficiali.

La sfida con Whatsapp in Russia

Telegram 8.7.2, la cui release non è ancora stata rilasciata pubblicamente, propone a chi clicca sulle emoticon a pagamento l’abbonamento a Premium. Secondo i detrattori, questo potrebbe essere il primo passo per trasformare molte più funzionalità dell’applicazione a favore dei soli utenti paganti.

Tuttavia, lo stesso Durov si è più di una volta espresso sul fatto che Telegram non renderà a pagamento funzioni esistenti, avendo come obiettivo cardine la protezione dei messaggi di tutti gli iscritti. Stando ai dati dell’operatore di telecomunicazioni russo Megafon, la quota di Telegram sul traffico internet mobile in Russia è salita al 63% nelle prime due settimane di marzo, rispetto al 48% nelle prime due settimane di febbraio.

Di contro, l’uso di WhatsApp, di proprietà di Meta, la holding di Mark Zuckerberg, è sceso dal 48% al al 32% nello stesso periodo.

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