Recensioni online: quando fidarsi?

Recensioni online: quando fidarsi?

Chi compra online o chi vuole usufruire di un servizio ormai non può più fare a meno delle recensioni, che hanno in larga parte sostituito i vecchi passaparola o consigli degli amici e dei commessi. I dati rispetto a questo fenomeno inarrestabile, che garantisce una certa sicurezza in più al consumatore, data l’imponente offerta, sono davvero significativi.

Secondo i sondaggi specializzati, come quello pubblicato da Partoo il 98 per cento degli utenti legge recensioni online prima di un acquisto, e il 77 per cento ne fa lettura con regolarità, mentre, nel contempo, la percentuale di chi non fa ricorso a questi strumenti è calata dal 17 per cento al 2 per cento dal 2020.

La scelta del canale di recensioni

La possibilità, ormai per chiunque, di pubblicare una recensione, attraverso blog e piattaforme di vendita/promozionali, ha dovuto fare i conti con reviews non sempre veritiere, in quanto corrispondenti a commenti di utenti commissionati dalle stesse aziende. Alcuni canali, per questo, hanno iniziato ad essere preferenziali rispetto ad altri. Innanzi tutto, dal 2020 al 2021, Facebook e Apple Maps hanno registrato un numero di accessi inferiore, mentre Google ha subito uno slancio del 18 per cento, in qualità-di mezzo per recensire le imprese e i brand.

Ciò che apprezzano i consumatori, nel 55 per cento dei casi, è la risposta dei titolari delle aziende (garantita da strumenti come il “Google Business Profile”), associata a trasparenza e attendibilità, specialmente nel campo dei servizi.

Sì, perché sono proprio i servizi, e soprattutto alcune tipologie, ad essere più bersagliati dalla scrittura e lettura di recensioni: l’acquisto di un capo di abbigliamento o di un prodotto alimentare, del resto, sono meno impattanti sul portafoglio, e allo stesso tempo un ristorante o un bar possono essere consigliati dagli amici. Un servizio, invece, innanzi tutto ha una diversa durata (si pensi alla sottoscrizione di un abbonamento a una tv on demand), ma anche una diversa complessità (come l’apertura di un conto in banca), e spesso richiede qualche attenzione in più (come i servizi legati alla salute). Di tutti i comparti presi in considerazione dalla ricerca, uno in particolare è legato a doppio filo al ricorso alle recensioni: l’entertainment.

Un settore su tutti: l’entertainment

Secondo le stime di Partoo, le recensioni legate all’entertainment online hanno una grande rilevanza nella scelta per il 41 per cento degli utenti. I dati sono confermati da un’analoga ricerca di Capterra, secondo cui viaggi, elettronica e software sono ai primi posti per l’influenza generata sulla decisione di sottoscrizione/adesione a un servizio. Per il 54 per cento del campione coinvolto dallo studio, è importante accedere a portali specializzati di recensioni, proprio per non incappare nel fenomeno delle false reviews.                                                                                                    Ma quali sono le caratteristiche di un portale specializzato, o comunque di un canale affidabile?

Prendiamo il settore dell’elettronica e dei software: in questo caso i blog dedicati di esperti che poi sono diventati veri e propri influencer hanno un grosso seguito, perché rispondono a esigenze tecniche sulla natura del prodotto/servizio, dalla componentistica di uno smartphone alle licenze di un programma, ad esempio.

Non a caso i tech influencer, come Jacopo d’Alesio, GiampyTek e Andrea Galeazzi hanno un grandissimo seguito, grazie anche alle visualizzazioni dei loro canali Youtube.

Se in questo caso funziona il “vedere per credere”, in altri casi connessi all’entertainment, come il gioco legale a distanza, serve qualche accorgimento in più. I comparatori dell’offerta, infatti, stanno diventando sempre più specializzati in reviews: si noterà, consultando le recensioni di Affidabile.org ad esempio, come gli elementi da considerare per poter valutare una piattaforma sicura sono tanti, dalla qualità/navigabilità/protezione crittografica del sito al possesso obbligatorio di licenza per gli operatori autorizzati da ADM, passando per la trasparenza di bonus e offerte e per la selezione di metodi di pagamento conosciuti, a protezione delle transazioni.

Del resto, ogni tipo di prodotto di intrattenimento digitale ha il proprio intrinseco sistema di funzionamento e, anche quando questo è confinato a una dimensione puramente ludica, gli utenti sono sempre più curiosi di sapere, imparare, confrontarsi seguendo gli esperti di quel particolare settore.

Ne è un esempio anche il pianeta-gaming: nel caso dell’acquisto di hardware e console, le recensioni sono valutate anche attraverso i portali di comparazione, ma si privilegiano, come anche in altri campi dell’e-commerce, quelle che contengono sia elementi positivi che negativi, e ci si informa, nel 31 per cento dei casi, sul profilo reale del recensore. Meglio ancora se le reviews sono verificate – nel 38 per cento dei casi – e se le piattaforme sono fidate. Strumenti come Trustpilot sono molto utili in questo senso, in quanto favoriscono un costruttivo dialogo tra utente e impresa.

Restando in tema “gaming”, spesso però le recensioni che si cercano hanno per oggetto un videogioco, più che un hardware. Da questa esigenza sono nate le videorecensioni, che ormai sono appannaggio, anche in questo ambito, di YouTubers famosi, i quali testano i giochi e ne danno dimostrazione attraverso i loro seguitissimi canali.

Da Fortnite e Minecraft, passando per quelli più underground, ormai gli esperti di videogames contano milioni di followers su YouTube. Da FaviJ a St3Pny, passando per WhenGamersFail, ormai questi appassionati hanno fatto del gaming una professione. Vederli giocare, oltre che dare, di rimando, consigli utili su come sbloccare un livello o su come affrontare una sfida, è diventato esso stesso un passatempo, ovvero, una forma di intrattenimento.

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