Perché Apple “restituisce” la Crimea all’Ucraina

Perché Apple “restituisce” la Crimea all’Ucraina

Come se fossimo al tavolo di Risiko e non nel mezzo di un conflitto brutale, da qualche ora Apple ha cambiato la sovranità della Crimea, la penisola ucraina che la Russia si è annessa nel 2014. Se la cercate adesso, sugli iPhone è tornata ucraina (ma se la cercate mentre siete in Russia è ancora russa…). Come sempre dietro una questione apparentemente banale ci sono problemi complessi. E fondamentalmente in questo caso c’è una domanda chiave: le grandi aziende, e in particolare le grandi aziende tecnologiche della Silicon Valley, che sono cresciute anche sventolando la bandiera di un mondo migliore che avrebbero contribuito a creare, devono seguire soltanto gli interessi del profitto o invece debbono fare delle scelte anche politiche, nel nome per esempio dei diritti umani?

Se la risposta vi appare scontata bene sappiate che finora non è stato così. Il caso più eclatante è la Cina ripetutamente blandita da tutti con inchini vari nel tentativo di aprirsi quel mercato. Ma accanto a legittimi accordi commerciali ci sono state scelte pavide come quando nel 2019 durante la repressione delle proteste di Hong Kong, Apple e Google hanno rimosso dai rispettivi store una app che aiutava i manifestanti e Facebook ha rimosso pagine sospettate di sostenere la causa dell’indipendenza.

Con Putin non è stato molto diverso come dimostra la scelta di Apple, criticatissima, di considerare la Crimea parte della Russia dalla fine del 2019. Ora la marcia indietro: quindi non c’è solo lo stop alla vendita di prodotti Apple in Russia, non solo l’esclusione di Russia Today e Sputnik dagli store a parte quello russo, non solo il blocco di Apple Pay, ma anche questa scelta, molto simbolica di restituire virtualmente la Crimea all’Ucraina sulle mappe e anche sulla app che indica le previsioni meteorologiche. Una risposta alla domanda: deve essere solo il profitto a guidare le nostre scelte o siamo disposti a farne un po’ meno per difendere i diritti umani?

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