Per Musk Twitter è nippo-centrico. Le ragioni del successo del social in Giappone

Per Musk Twitter è nippo-centrico. Le ragioni del successo del social in Giappone

“Potrebbe sembrare che Twitter sia un social americano-centrico. Non è così. Twitter è un social nippo-centrico”. Durante un incontro aziendale di mercoledì, Elon Musk ha spiazzato i propri dipendenti con una frase trapelata da una registrazione ottenuta da The Verge. Prosegue Musk: “Il Giappone e gli Stati Uniti hanno più o meno lo stesso numero di utenti su Twitter. Ma Gli Stati Uniti hanno tre volte la popolazione del Giappone”.

Considerazione che ha dato a Musk la possibilità di aprire a un’evoluzione geografica di Twitter: espandere la propria rete in Asia, a partire dall’arcipelago, perché il miglior mercato al momento è proprio il Giappone.

I numeri di Twitter in Giappone

Il Giappone è il secondo Paese al mondo per uso di Twitter. Secondo, e di poco, solo agli Stati Uniti. Ha circa 50 milioni di utenti, circa il 45% della popolazione giapponese, il secondo social più usato dopo Youtube (dati Bigbeat). Ma perché il social appena comprato da Elon Musk ha così successo in Giappone?

Qualche dato economico. La prima volta che ci si accorge dell’importanza del Giappone per le casse di Twitter è il 2018. In quell’anno, le vendite di pubblicità sul social salirono del 34% e guidarono le buone trimestrali del social negli anni successivi. Twitter in Giappone va bene, e fa ricavi. Più ricavi di quanto faccia lì l’intera galassia Meta. Più di TikTok.

Intervistato da Nikkei, un manager di Twitter ha detto che il segreto del successo di Twitter tra le aziende è che i giapponesi preferiscono cercare lì le recensioni dei prodotti. Diffidenti rispetto ai commenti sui siti delle aziende, o su quelli di ecommerce, cercano persone reali che realmente hanno comprato prodotti per poi raccontare la propria esperienza.

 

L’esplosione di Twitter in Giappone: anonimato e brevità

Twitter è esploso in Giappone nelle ore e nei giorni seguenti al terremoto del 2011. Il numero di account in poche ore è cresciuto del 33%. È diventato da subito uno strumento per tenersi aggiornati in tempo reale sulla situazione. Da allora, è Twitter la piattaforma più usata per commentare eventi in diretta. Il record mondiale di tweet condivisi con lo stesso hashtag si è registrato nel 2013, quando 143.199 tweet al secondo sono stati condivisi durante la trasmissione in diretta di un film di animazione di Hayao Miyazaki, Lauta – Castello nel cielo.

Molti account Twitter giapponesi sono anonimi. E l’anonimato sarebbe un altro fattore di successo per il social in Giappone. La possibilità di non essere riconosciuti, di potersi nascondere dietro un nome utente di fantasia, viene spiegato nei blog che hanno analizzato il fenomeno, sarebbe piuttosto apprezzata dagli utenti giapponesi. Inclini a una sottile forma di imbarazzo nel manifestare pubblicamente le proprie opinioni. O semplicemente nel farsi riconoscere.

Un altro aspetto riguarda la lingua. Ci sono 126 milioni di persone che parlano giapponese nel mondo. È la sesta lingua più diffusa su Internet. Il sistema di scrittura giapponese consente in 140 caratteri di esprimere concetti complessi in uno spazio limitato: per approssimazione possiamo dire che ogni tweet in giapponese contiene 3-4 tweet scritti con l’alfabeto occidentale. Gli account più popolari in Giappone sono quelli di food blogger, che riescono a scrivere intere ricette in un tweet, o poco più.

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