Nasce la Intel, non avevava neanche un business plan

Nasce la Intel, non avevava neanche un business plan

Il 18 luglio 1968 negli Stati Uniti nasce l’Intel. La storia dei computer e dei telefonini probabilmente non sarebbe stata la stessa senza l’Intel. Era una startup ed era in Silicon Valley (che ancora non si chiamava così) ma la nascita fu diversa dalle altre. Intanto i fondatori non erano i soliti ragazzini ma due ingegneri di mezza età che lavoravano alla Fairchild Semiconductor, un gigante che in quel momento non se la passava benissimo. 

Un giorno di maggio, era domenica, uno dei due, Gordon Moore (che passerà alla storia per aver individuato una famosa legge dell’elettronica che porta il suo nome), si ferma Loyola Drive, a Los Altos, a casa dell’altro, Robert Noyce, che in quel momento stava tagliando il prato. I due iniziano a discutere e convergono sul fatto che sta per nascere una nuova industria e che al centro avrà un nuovo strumento in silicio chiamato microchip. Gordon spinge perché assieme facciano una startup. “Sì è una buona idea” dice l’altro. Il giorno della nascita è il 1968 ma non si chiamava ancora Intel: avevano scelto di usare i loro nomi e visto che Moore Noise suonava come “Più Rumore” scelsero “Noise Moore”, NM, che solo più tardi diventerà Integrated Electronics, cioè Intel. La seconda diversità di Intel fu che non partì come al solito in un garage ma in una vera sede con già in pancia i soldi degli investitori, in questo caso Arthur Rock, al quale si deve il termine venture capitalist. Rock ha raccontato che non c’era neanche un business plan, ma soltanto una paginetta, che poi è rispuntata fuori, con i generici obiettivi della startup. Abbastanza per raccogliere due milioni e mezzo di dollari e partire: il mercato scommetteva sul talento di Noyce e Moore i quali anni dopo a proposito di questa partenza a razzo diranno: “Non restate schiacciati dal passato. Andate a realizzare qualcosa di meraviglioso”.

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