Nasce Italian Tech Academy. La sfida dell’Italia per le competenze digitali

Nasce Italian Tech Academy. La sfida dell’Italia per le competenze digitali

Il digitale cambia tutto. Cambia la vita delle persone, cambia il loro rapporto con il lavoro e cambia le stesse aziende che chiedono profili con competenze sempre più specifiche per affrontare questa transizione.

La presentazione dell’Italian Tech Academy, una scuola per acquisire competenze digitali nata per iniziativa di Italian.tech e in collaborazione con Talent Garden, è stata l’occasione per fare il punto su come l’Italia si sta preparando ad affrontare le sfide del futuro del lavoro.

Due ministri presenti all’evento: quello del Lavoro, Andrea Orlando intervistato dal direttore de La Stampa, Massimo Giannini, e quello dell’Innovazione e della Transizione digitale, Vittorio Colao, intervistato dal direttore de La Repubblica Maurizio Molinari. Presenti anche l’amministratore delegato del Gruppo Gedi, Maurizio Scanavino, e il presidente e cofondatore di Talent Garden, Davide Dattoli. E poi il direttore di Italian Tech, Riccardo Luna, in veste anche di direttore didattico della scuola di formazione.

(ansa)

Smart working e settimana breve, le proposte

“Dobbiamo stare attenti a non creare illusioni. Digitale non vuol dire lavorare meno. Bisognerà comunque lavorare tante ore. Ma si lavorerà meglio, si faranno più cose, ma la settimana corta non vuol dire solo meno ore di lavoro e un miglioramento solo della propria vita personale, ma anche un miglioramento dei risultati”, ha esordito Colao, a colloquio con Molinari.

La possibilità che anche in Italia si introduca la settimana breve è stato uno dei temi centrali del dibattito. Secondo un sondaggio Swg realizzato per Italian Tech, per il 56% degli italiani la settimana breve è preferibile allo smartworking, come ha ribadito Alessandra Dragotto, capo delle ricerche della società.

Orlando, a domanda di Giannini, apre a questa possibilità anche in Italia: “In tutta Europa si sta riflettendo su questo. E la richiesta non viene dai lavoratori, ma dalle stesse aziende perché ridurre l’orario di lavoro spesso aumenta la produttività. Si stanno facendo degli accordi sperimentali in questa direzione. Sta già succedendo”.

L’importanza delle competenze digitali

Ma il digitale non è solo un abilitatore di forme di lavoro più agile. È anche competenza su temi, strumenti, soluzioni. La leva per raggiungere l’obiettivo è il Piano nazionale di ripresa e resilienza: “È un piano che copre tutto, scherzando quando scrivevamo il Pnrr qui si va dall’asilo alla tomba vogliamo digitalizzare tutti”, ha detto Colao.

“Concettualmente è quello che cercheremo di fare. Ci vorranno tempi più o meno lunghi, ma l’importante è partire. È una sfida”, ha aggiunto il ministro, che ha precisato: “Abbiamo bisogno di più persone con competenze digitali e tutti dovrebbero seguire corsi per acquisire queste competenze, per ogni lavoro. Ogni professione ne beneficerebbe”.

Orlando si è concentrato invece sulla necessità di evitare che “un lavoratore sia costretto a cambiare 50 volte competenze per 50 lavori diversi nel corso della sua vita lavorativa. È un rischio per la tenuta del Paese”. Quanto alle aziende il ministro invece si è detto certo che siano “pronte alla sfida del digitale. Ma questo non può voler dire assumere solo ventenni. Servono anche possibilità di formarsi per nuove competenze, serve il reskilling”.

E la formazione di queste competenze è al centro del piano formativo dell’Academy: “La sua nascita è un modo per contribuire a diffondere la cultura digitale nel mondo del lavoro in Italia. Sappiamo quanto sia importante per le persone, e quanto sia richiesto dalle imprese”, ha ragionato Scanavino a colloquio con Luna e Dattoli, con il confondatore di Tag che ha rimarcato: “Questa scuola aiuterà le imprese a trovare persone con le competenze digitali che servonpo. Faremo la nostra parte per formare i professionisti di domani”.

Gli altri temi del dibattito: Musk e legge di bilancio

L’evento è stato occasione anche per affrontare altri temi, dall’agenda politica all’attualità. Orlando ha detto che a questo punto uno scostamento di bilancio “è abbastanza probabile, non voglio parlare al posto del ministro dell’Economia Franco, ma lo ritengo un’eventualità con il crescere della situazione drammatica conseguente alla guerra” tra Russia e Ucraina.

Colao invece ha dedicato un passaggio a Elon Musk e all’acquisizione di Twitter: “Musk è un grande innovatore. Ma sono un po’ vecchia scuola e trovo che la distribuzione di notizie e tutto ciò che riguarda la formazione dell’opinione pubblica sia una cosa delicata, un pilastro della democrazia. Temo quindi queste commistioni”, ha detto il ministro, che ha aggiunto: “Detto questo, abbiamo delle regole. Stiamo passando in questi giorni in Europa un Digital Service Act, ci sono delle norme per la concorrenza e quindi mi allineo con la posizione del commissario Ue Breton che ha detto: tutto bene, basta che si ricordi che le regole le fanno le istituzioni, non i tycoons”.

Presenti anche Stefano Perego, vice presidente della Logistica di Amazon Europa, che ha sottolineato come la politica di retribuzione aziendale “è circa l’8% in più rispetto al contratto nazionale. Pochi ci lasciano per andare in un’altra azienda e noi siamo molto contenti di questo. Un’azienda non dovrebbe mai essere felice quando perde un lavoratore e dovrebbe fare di tutto per trattenerlo”. Mentre Filippo Rezzante, Cto di Reply, si è detto sicuro che “il metaverso creerà nuove opportunità di lavoro. Introduce mondi digitali diversi con l’utilizzo ad esempio delle criptovalute e degli Nft. Questo abiliterà professioni diverse”.

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