Microsoft sfida Google: ChatGPT sarà integrato in Bing

Microsoft sfida Google: ChatGPT sarà integrato in Bing

Maggio 2019: OpenAI, ora nota a tutti grazie a ChatGPT, riceve un investimento da 1 miliardo di dollari da Microsoft. L’obiettivo, stando al comunicato ufficiale, è supportare quella che nasceva come una no-profit nella “costruzione dell’intelligenza artificiale generale”.

Quasi 4 anni e un paio di prodotti di enorme successo dopo (c’è anche Dall-E 2) l’investimento, stando a quanto riporta The Information, potrebbe rivelarsi presto estremamente utile per la compagnia guidata da Satya Nadella: la chatbot di cui tutti parlano da dicembre, infatti, sarà presto integrata all’interno di Bing.

Il lancio, secondo le informazioni raccolte, dovrebbe arrivare entro marzo. L’obiettivo è sfidare Google in un mercato, quello dei motori di ricerca, da sempre dominato da Big G, con quote che, nel corso dell’ultimo anno, hanno oscillato tra l’85 e il 90%.

I dettagli non sono ancora noti, ma grazie all’intelligenza artificiale sviluppata da OpenAI, Bing dovrebbe essere in grado di rispondere in maniera più naturale alle domande degli utenti, senza necessariamente rimandare a elenchi di link. Per far questo, il sistema dovrà avere la possibilità di accedere al web, a differenza di quanto accade con l’attuale versione a disposizione del pubblico, “ferma” alla metà del 2021 per quanto riguarda le informazioni sul mondo.

Nelle intenzioni di Microsoft, insomma, l’integrazione dovrebbe rendere più naturale la relazione tra utente e motore di ricerca. Si tratta di un campo in cui anche Google sta lavorando, seppur in maniera diversa e meno evidente.

I rischi: le allucinazioni dell’intelligenza artificiale

La difficoltà nell’integrazione riguarderà soprattutto la qualità delle informazioni che l’intelligenza artificiale sarà in grado di fornire agli esseri umani. ChatGPT, per quanto efficace, è ancora poco accurata nella verifica delle informazioni (l’avevamo testata qui). 

I modelli linguistici, in particolare, possono “avere le allucinazioni” (una traduzione dall’inglese “hallucinate”): una formula che si usa per indicare quelle volte in cui forniscono risposte solo apparentemente affidabili, ma in realtà false. È nella natura stessa di questi sistemi, che lavorano a partire da un sistema basato sull’analisi di quantità enormi di testi e che nasce per prevedere il prossimo segno linguistico in una frase, senza verificarne la veridicità. 

OpenAI è riuscita a limitare questa caratteristica in ChatGPT, grazie alla verifica degli esseri umani e al cosiddetto Reinforcement Learning: tuttavia, anche per un sistema così sofisticato gli errori sono frequenti.

Il precedente: il motore di ricerca conversazionale di You.com

L’integrazione di ChatGPT dentro Bing arriva in un momento in cui molte applicazioni basate su intelligenza artificiale stanno nascendo negli Stati Uniti. Qualche tempo fa, a dire il vero, era nato anche un motore di ricerca, che si chiama You.com, basato proprio sulla tecnologia di ChatGPT, che potrebbe fornire qualche indizio sul futuro di Bing e di questa tecnologia in senso più ampio.

Si tratta di un motore di ricerca abbastanza classico a cui, però, è stata aggiunta una barra di conversazione che permette di chattare con il sistema e di rivolgergli delle domande, per cui si ricevono risposte corredate da link e fonti. Non sempre, però, i risultati sono affidabili, tanto che la stessa You si dichiara non responsabile dei contenuti generati dall’IA. 

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