“Mi mandi una foto?” Fingendosi donne sui social, gli hacker ucraini hanno stanato i soldati russi

“Mi mandi una foto?” Fingendosi donne sui social, gli hacker ucraini hanno stanato i soldati russi

La guerra tra Ucraina e Russia è stata, fin da subito, anche una “cyberwar”. Lo ha sempre ribadito il giovane ministro ucraino Mykhailo Fedorov, a cui Zelensky ha affidato la transizione digitale del Paese: “La guerra cyber è uno strumento in più per il nostro esercito”.

“Una guerra moderna richiede soluzioni moderne” sostiene Fedorov. E dunque richiede hacker. Il ministro ucraino ha messo in piedi fin da subito un esercito di 300mila volontari, la IT Army, che dallo scorso febbraio colpisce siti istituzionali russi e aziende chiave per l’economia di Putin.

Talvolta le azioni degli hacker ucraini si risolvono in colpi teatrali. Come quando sono riusciti a far comparire un messaggio sulla tv di stato russaSulle tue mani c’è il sangue degli ucraini – indirizzato ai telespettatori vittime della censura del governo. Più recentemente, un video virale ha mostrato come gli stessi hacker siano riusciti a mandare in tilt i taxi di Mosca, chiamando tutti i conducenti al centro della città.

L’attività degli hacker ucraini, tuttavia, ha un peso specifico anche sulle iniziative dell’esercito. Lo racconta Nikita Knysh, uno di loro, contattato e intervistato dal Financial Times. Knysh, 30 anni, ha iniziato a muovere attacchi alla Russia fin dalle prime ore dell’invasione ordinata da Putin. Da impiegato della SBU, il Servizio di sicurezza dell’Ucraina, Knysh si è trasformato in un cyber soldato.

Il Financial Times non è stato in grado di verificare tutte le operazioni in cui Knysh sostiene di essere stato coinvolto. “Tuttavia – si legge sul quotidiano americano – il Financial Times ha parlato con funzionari, autorità e colleghi hacker che hanno garantito per lui e hanno esaminato immagini, filmati e dati di registro che hanno supportato alcune delle sue affermazioni”.

Uno dei racconti dell’hacker ucraino riguarda un curioso stratagemma usato per stanare i soldati russi che si trovavano in una base vicino alla città occupata di Melitopol, a sud del Paese.

Knysh e i suoi colleghi hanno creato falsi profili di donne su Facebook e su altri social media attivi in Russia. E grazie agli account fake avrebbero chiesto e ottenuto foto da soldati russi impegnati in guerra. Non bisogna essere un hacker per sapere che una foto può essere geolocalizzata: si può scoprire abbastanza facilmente, insomma, dove questa è stata scattata. Ma evidentemente i soldati russi hanno sottovalutato il pericolo. E Knysh e i suoi compagni della IT Army ne hanno approfittato per capire con esattezza dove si trovassero gli aggressori.

A quel punto le informazioni sulla posizione dei soldati russi è stata trasmessa all’esercito ucraino. Quando Knysh ha visto in tv che quell’area era stata spazzata via dall’artiglieria, ha pensato: “Funziono, posso aiutare sul serio il mio Paese”.

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