Logitech Lift, la prova del mouse ergonomico e verticale

Logitech Lift, la prova del mouse ergonomico e verticale

L’infiammazione del tunnel carpale è fra le condizioni più comuni per chi passa molte ore utilizzando un mouse con il polso appoggiato sulla scrivania. Esistono varie soluzioni per mitigare questo problema: tappetini con cuscino in gel incorporato, tutori (e ovviamente il riposo), ma visto che il mouse dobbiamo comunque utilizzarlo, potrebbe essere utile un cambiamento più drastico. Come il nuovo mouse verticale di Logitech, che si chiama Lift.

Lift è un mouse verticale pensato per posizionarsi esattamente nel mezzo tra i modelli più economici e la fascia più alta di prezzo: costa 70 euro, un prezzo giusto per un dispositivo di questo tipo, soprattutto considerando una cura nei materiali e nei dettagli che lo posiziona molto vicino ad altri prodotti più cari. Rispetto ai mouse classici, sul Lift la posizione che si tiene è più simile a quando si usa una pinza o a quando si sta per dare la mano a qualcuno: le dita stanno tutte sul lato destro, appoggiate sui due pulsanti e sulla rotellina di scorrimento, tranne il pollice, che sta sul lato opposto e viene usato per comandare due tasti programmabili.

Nella parte sinistra è presente anche un tasto con cui è possibile alternare tra due sensibilità differenti, nel caso ci fosse bisogno di maggiore precisione, come nel fotoritocco. La posizione prevede una inclinazione del polso di 57 gradi, ovvero quella che meno di tutte stanca l’articolazione (secondo gli studi di Logitech).

Sul fondo, oltre al sensore, è presente un ulteriore tasto che permette di sfruttare la tecnologia Logitech Flow e scegliere su quale dispositivo utilizzarlo nel caso lo si sia configurato per più computer, indipendentemente che siano Mac o Windows. Addirittura, se entrambi hanno installata l’app Logi Option Plus, è possibile spostare il cursore fra i due computer semplicemente arrivando al bordo dello schermo. Per il collegamento simultaneo è possibile utilizzare il ricevitore Bolt incluso nella confezione e sfruttare il Bluetooth.

Il Lift è pensato per mani medio/piccole: il palmo appoggia comodamente sulla parte gommata, e ovviamente dopo anni di mouse tradizionali richiede un po’ di addestramento (mentale) per essere utilizzato. Nei primi minuti, la mano tende a voler tornare nella posizione conosciuta ed è necessario regolare la sensibilità nell’app di configurazione per spostare la freccetta, muovendo il polso lo stretto necessario oppure sfruttando le dita. Un altro aspetto da considerare sono le dimensioni del Lift: è più stretto e più alto di qualunque mouse, dunque è abbastanza normale all’inizio spostare la mano sulla scrivania e urtarlo mentre si cerca qualcosa.

Per quanto riguarda la carica, a differenza dell’MX Vertical, che utilizza una batteria interna ricaricabile tramite USB-C, il Life sfrutta due pile stilo, raggiungibili tramite uno sportello magnetico posizionato sul fondo, che, secondo quanto dichiarato da Logitech, garantirebbero una durata di circa due anni.

Dopo averlo provato per più di una settimana il Lift si è rivelato comodo da usare come qualunque mouse tradizionale, anche perché alla fine i tasti si trovano esattamente là dove li si cerca, bisogna solo premere verso sinistra e non verso il basso. Il peso è adeguato e sono presenti tantissime opzioni che permettono di adeguarlo alle proprie esigenze. In alcuni casi può essere anche un modo per stimolare il cervello a lavorare per un po’ in maniera differente e i benefici nel lungo termine potrebbero essere molti. È disponibile in 3 tonalità (grafite, bianco e rosa), ma non per i mancini, che possono averlo solo color grafite. Un prodotto da tenere in considerazione, se si è curiosi di cambiare prospettiva dopo anni e anni di mouse tutti uguali. Anche perché il prezzo non è esagerato.

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