Livello Segreto, come si sta nel social per chi è stanco dei social

Livello Segreto, come si sta nel social per chi è stanco dei social

Si chiama “Livello Segreto” ma per entrarci non bisogna saltare nel tubo giusto o colpire un muro immaginario, basta andare all’indirizzo livellosegreto.it e iscriversi. Livello Segreto è una istanza di Mastodon, un social network open source decentralizzato, anzi, una rete di social network, in cui non c’è pubblicità, non ci sono algoritmi a decidere cosa devi o non devi vedere, non c’è tracciamento dei dati, come spiega il Manifesto.

Una volta entrati al suo interno ci si trova di fronte a un’interfaccia che ricorda Twitter, solo che i caratteri a disposizione sono 500. La sezione Home mostra le persone che seguiamo, quella Locale tutti i post dell’istanza in ordine cronologico mentre quella Federazione permette di vedere anche altre istanze di Mastodon, ovvero altri server che magari hanno regole e temi differenti.

Mastodon non è una novità, visto che nasce nel 2016 e da anni si contano moltissime comunità, di solito di sviluppatori, che lo utilizzano per comunicare, scambiare idee e gestire il proprio lavoro.

Livello Segreto nasce per volontà di Fabio “Kenobit” Bortolotti, che per lavoro traduce videogiochi, fa streaming su Twitch, fa ballare la gente usando un Game Boy come sintetizzatore ed è uno dei tanti sintomi di fastidio e repulsione che ormai molte persone provano verso Facebook e i social network dove funzionano solo l’odio e il marketing. Mentre gli aspetti tecnici sono stati gestiti insieme a un gruppo di volontari da Edoardo Maria Elidoro.

“Tutto su Livello Segreto è come nei vecchi forum, dove tutto era in ordine cronologico e se ti fossi staccato per qualche ora non avresti rischiato di perderti quello che succedeva – spiega Fabio – quando scrivi qualcosa su Livello Segreto non devi stare là a farti mille paranoie sugli orari, sulle tematiche, sulla reach. Starci, insomma, non è un lavoro, non è una gara, ma più come entrare in un locale dove avvengono delle conversazioni a cui puoi unirti, decidendo di parlare con chi conosci oppure guardandoti un po’ in giro. Quando posti sui social network di solito sei un prodotto, sei un allestitore della vetrina di quel social, mi piace dire che invece su Livello Segreto non siamo content creator ma creature contente”.

Per adesso l’atmosfera dentro livello segreto è molto tranquilla, vuoi per l’effetto novità, vuoi per l’impronta di rispetto e tolleranza data fin da subito. C’è chi tira un respiro di sollievo e racconta di essere stufo delle meccaniche dei social network moderni, chi si sfoga, chi si presenta, chi inevitabilmente posta la foto del gatto o consiglia un libro. Fabio ha in programma anche la pubblicazione di una rivista interna, chiamata Warp, per raccontare un po’ ciò che succede in questo piccolo villaggio virtuale (termine che, mi rendo conto, arriva dritto dall’internet pre social). La possibilità di distinguere tra la cerchia di amici e quella generale del server, unita ai numeri ancora gestibili permettono un contatto più diretto e forse anche meno aggressivo.

Ovvio, al momento una piccola utopia, in cui non conoscendo tutti e utilizzando ancora i cari vecchi nickname è più facile volersi aprire, perché non c’è tua zia o il tuo capufficio che ti guardano (forse). Tuttavia nel Livello Segreto sono entrate ormai più di 1500 persone, che sono comunque numeri impressionanti per Bortolotti che, di certo, non si aspettava questo risultato, ma che per il momento garantiscono anche una moderazione molto tranquilla. Per il momento, infatti, hanno aderito tutte persone che in qualche modo già gravitano attorno al canale Twitch che gestisce e che era già basato su rispetto e tolleranza. Il primo paragone che viene in mente è quello della comunità di amanti della musica che in questi anni ha scoperto e riscoperto i vinili per fuggire dalle logiche mordi e fuggi di Spotify e della musica in streaming. Di base stai facendo la stessa cosa, postare su internet, ma lo stai facendo in modo diverso, con lentezza, con maggiore cura per te e per gli altri, conscio che non c’è niente che non ti stai perdendo e tutto è là che ti attende.

“Livello Segreto vuole essere un esperimento anarchico, solo che l’anarchia non è quella situazione in cui tutti fanno ciò che gli pare a discapito degli altri, è l’esatto opposto, è una condizione di rispetto totale in cui prima si pensa al bene degli altri e poi al proprio senza che vi sia una regolamentazione ferrea. Ad esempio, io sono fortemente anticlericale ma qua dentro abbiamo chiesto di evitare bestemmie e un linguaggio eccessivamente volgare. Sia per rispettare chi magari può essere infastidito, sia perché l’atmosfera è così positiva che ci piacerebbe mantenerla così, se poi ci sarà da intervenire lo faremo con serenità perché il fine ultimo qua non è fare soldi, anzi, al massimo li spendiamo per tenere attivi i server, ma stare bene; quindi, perdere utenti che portano solo discordia ci va benissimo”.

In effetti, a ben guardare, essere aggressivi o provocatori in questo contesto non paga. Se normalmente l’aggressività e l’eccesso sono utili in un contesto in cui l’algoritmo premia la reazione e la discussione, anche molto accesa, in una situazione in cui c’è una semplice gerarchia cronologica e non un meccanismo che porta alla nostra attenzione i contenuti più condivisi o più discussi non c’è alcun vantaggio nell’esasperare i toni.

Meccanismo che invece funziona benissimo in molte altre parti. “Non vogliamo che i partecipanti di Livello Segreto si sentano in dovere di postare seguendo regole imposte dal sistema, non vogliamo che debbano fare a tutti i costi branding, non sono brand, sono persone. Ovvio che è bello condividere ciò che si fa ma se a una festa in un locale parli solo di quello che stai facendo per lavoro poi ci sta che qualcuno si allontani, perché siamo anche altro, non siamo fatti solo di narrazioni in cui dobbiamo apparire sempre al top per diventare dei prodotti o per paura del giudizio. Ecco, il principio è lo stesso”.

Di sicuro l’equilibrio di Livello Segreto sarà messo a dura prova nei prossimi mesi, perchè inevitabilmente certi meccanismi e vecchie abitudini verranno fuori, capire come verranno affrontate sarà un esperimento interessante. Di sicuro, contribuire alla comunità di Livello Segreto è un gesto romantico, forse anche inutile di fronte a un mondo che non si ferma, ma nasconde dentro di sé la potenza di un sentimento importante che non si limita alla semplice nostalgia. C’è una voglia di recuperare la parte migliore dell’internet di venti anni fa, quella dei forum, delle newsletter, di quando internet non era costante, un atto anche politico, con cui cercare di strappare all’internet 2.0 e alle sirene capitaliste e truffaldine di criptovalute, multiversi e NFT, ovvero quel web che si dichiara “decentralizzato” ma che attende solo di centralizzarsi semplicemente in mani nuove. 

Per adesso è l’equivalente del villaggio dai ritmi sereni contrapposto all’infuriare della città. E in effetti ora che ci penso su Facebook ci vado solo praticamente per lavoro, come se fosse un ufficio, mentre le cose che mi va di condividere è già qualche giorno che preferisco scrivere su Livello Segreto. Durerà? Non lo so, ma in ogni caso è bello che ci sia stato.

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