La sospensione di Trump da Facebook è scaduta. Che succede ora?

La sospensione di Trump da Facebook è scaduta. Che succede ora?

Il 7 gennaio 2021 – ventiquattro ore dopo l’assalto a Capitol Hill – Donald Trump è stato sospeso da Facebook “per un tempo indeterminato”.

In pochi, forse, sanno o ricordano che quella sospensione – che ha interessato e interessa tuttora anche Instagram – è stata poi ridotta a due anni.

Il ‘ban’, quindi, è scaduto due giorni fa, vale a dire il 7 gennaio 2023.

Questo non vuol dire che Trump, ora, può ricominciare a usare il social network. La sua pagina esiste ancora, con tanto di spunta blu, ma è ferma al 6 gennaio 2021, a quel messaggio ‘riparatore’ dell’allora Presidente Usa che invitava i suoi sostenitori fuori (e dentro) il Campidoglio a “rimanere pacifici” e a “non usare la violenza”.

Il portavoce di Meta, l’azienda che controlla Facebook e Instagram, ha detto che una decisione sulla definitiva riammissione “sarà presa nelle prossime settimane”.

Nel 2021 è stato Mark Zuckerberg ad annunciare la sospensione di Trump. Con questa motivazione: “Gli sconvolgenti eventi delle ultime 24 ore dimostrano chiaramente che il presidente Donald Trump intende utilizzare il suo tempo rimasto in carica per minare il passaggio pacifico e legittimo di potere al suo successore eletto, Joe Biden. Riteniamo che i rischi di consentire al Presidente di continuare a utilizzare il nostro servizio siano semplicemente troppo grandi”.

L’eventuale riammissione, stavolta, spetterà a Nick Clegg, l’ex vice primo ministro britannico che ha assunto, dopo la recente riorganizzazione di Meta, il ruolo di Presidente per gli affari globali dell’azienda.

La sua decisione non  sarà semplice. Soprattutto alla luce dei disordini in Brasile, causati dai bolsonaristi che hanno preso d’assalto gli uffici governativi, a Brasilia, in seguito al ritorno alla presidenza di Lula

A ottobre 2022, Clegg si era espresso in questo modo sulla sospensione di Trump: “Crediamo che qualsiasi azienda privata – e questo in realtà è indipendentemente dalle proprie opinioni personali su Donald Trump – dovrebbe procedere con grande premura quando cerca, fondamentalmente, di mettere a tacere le voci dei politici”.

In ogni caso, la ‘sentenza’ di Meta causerà scontento. I Repubblicani, come già accaduto nel 2021 in seguito al ban, grideranno alla censura. I Democratici, invece, sosterranno che la democrazia sarà di nuovo in pericolo.

Proprio Facebook, a partire dal 2016, è stato il megafono più potente di Trump. I suoi post hanno giocato un ruolo cruciale nella campagna elettorale che l’ha portato alla Casa Bianca nel 2017. E ora Trump è di nuovo candidato alla presidenza: le prossime elezioni si svolgeranno nel 2024.

Per far sentire la sua voce, silenziata da Meta, Trump ha creato il suo social network: Truth. Il servizio ha debuttato a febbraio 2022 e ha incontrato diversi problemi tecnici fin dal suo lancio. Il numero degli iscritti a Truth, inoltre, si è rivelato inferiore alle aspettative: ad aprile 2022, secondo MarketWatch, c’erano appena 513mila utenti attivi sulla piattaforma.

Proprio su Truth, negli ultimi mesi, Trump ha pubblicato diversi post che mettono in dubbio, ancora, i risultati delle elezioni presidenziali del 2020.

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