La diabolica partenza di Giallozafferano e la ricetta della felicità di Sonia

La diabolica partenza di Giallozafferano e la ricetta della felicità di Sonia

Il 6 giugno 2006 era una data strana per lanciare un nuovo progetto. Una data diabolica. Su un grande quotidiano c’era un titolo che diceva, tra virgolette, “è arrivata la fine del mondo”. E invece era l’inizio. L’inizio di Giallozafferano. Oggi è uno dei siti più visitati d’italia, forse il più popolare in fatto di ricette di cucina. Allora era il sogno di Sonia Peronaci, milanese di origine altoatesina, cresciuta imparando a cucinare dalla nonna Ottilia, e poi al fianco del padre, che aveva un ristorante a Milano, l’Undici, al numero 11 di via Losanna. Amava il cibo ma sentiva che non avrebbe potuto fare anche lei gestire un ristorante perché era il ristorante che teneva il papà sempre lontano da casa.

Fu il compagno di Sonia, Francesco Lopes, che ai tempi aveva lanciato un sito web sulla tasse, a darle l’idea di aprirne uno sulle ricette. L’idea era rifare in Italia, in piccolo, quello che negli Stati Uniti faceva Martha Stewart che ai tempi era già una star assoluta. Sonia scelse il nome, Giallozafferano, come omaggio alla città in cui abitava, Milano; e scrisse le prime venti ricette. “Partimmo dai grandi classici della cucina italiana, quelli che le persone ancora oggi cercano più spesso sui motori di ricerca: lasagne alla bolognese, spaghetti alla vongole, carbonara e tiramisù”.

Di quell’esordio non restano memorabilia; la pagina web più antica che si può ancora rintracciare risale al 5 ottobre del 2006. Si scopre così che già ai tempi c’erano diverse rubriche e servizi, compreso il glossario, i consigli per gli acquisti, un blog (“a tavola con Enrico Bertolino” quel giorno) e diverse newsletter. E soprattutto c’era Sonia che era bravissima e che divenne subito una star del web, una influencer diremmo oggi. Il successo fu immediato e già nel 2008 Sonia Peronaci fu contattata da Paolo Ainio che fece entrare Giallozafferano nel gruppo Banzai e, sette anni dopo, in Mondadori dove veleggia a gonfie vele.

“Col senno di adesso non lo avrei mai venduto, ma ai tempi ci servivano professionalità che non avevamo” dice Sonia. Nessun rimpianto però: nel 2015 ha lanciato un nuovo sito web che porta il suo nome e che cura con passione giorno dopo giorno per farlo crescere. “Alla fine qualunque cosa tu faccia, se senti di dover fare qualcos’altro non aver paura di lasciare quello che hai e ripartire: il rischio porta sempre qualcosa di positivo”. Per una che con le sue ricette ha insegnato a cucinare a milioni di persone in fondo la ricetta più importante è quella per  la felicità: “Bisogna cambiare se non si è felici”. 

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