Il robot che ti succhia il pollice e altre 4 cose strane che abbiamo visto in anteprima al CES 2023

Il robot che ti succhia il pollice e altre 4 cose strane che abbiamo visto in anteprima al CES 2023

Un paio di robot, l’uso dell’intelligenza artificiale, la realtà aumentata e l’attenzione per la salute personale: rispecchiano alle perfezione le nostre previsioni su come sarà l’edizione 2023 del Consumer Electronic Show (qui tutte le notizie), i 5 prodotti che più ci hanno colpito durante la serata CES Unveiled.

La manifestazione di Las Vegas, che quest’anno torna totalmente in presenza, apre al pubblico dal 5 all’8 gennaio, ma nelle giornate del 3 e del 4 si tengono alcune presentazioni riservate alla stampa e agli operatori del settore. La più importante è appunto il CES Unveiled, in cui poco più di 150 espositori (su un totale di 2400) hanno la possibilità di mostrare i loro prodotti in anteprima.

L'Acwa Pathfinder esposto al CES 2023
L’Acwa Pathfinder esposto al CES 2023 

Acwa Pathfinder

Il primo è un robot, anche se non ha le braccia e le gambe come noi umani siamo solitamente abituati a immaginare i robot: è un dispositivo lungo 20-30 centimetri, dotati di snodi e sensori, che viaggia nelle condotte dell’acqua ed è in grado di individuare eventuali perdite e segnalarle. Che è una soluzione intelligente a un problema preoccupante: solo in Italia, ogni giorno oltre il 40% dell’acqua che passa nella rete idrica si perde a causa di difetti infrastrutturali (dato Istat). L’azienda che produce il Pathfinder, che quest’anno ha vinto 3 CES Innovation Awards, si chiama Acwa, arriva della Corsica, ha aperto una sede in Provenza e ha iniziato la sperimentazione a Bastia, poi in altre zone della Francia e nel Regno Unito: “Siamo in contatto con alcune città italiane che fanno parte della Water Alliance, come Roma e Milano – ci hanno spiegato – e presto dovremmo iniziare a lavorare anche con loro”. Speriamo presto davvero, perché “monitorare le tubature con i metodi attuali è molto costoso, circa 200mila euro per chilometro”.

Due esemplari del robot Bocco Emo e il sensore, da posizionare (ovviamente) sul pollice
Due esemplari del robot Bocco Emo e il sensore, da posizionare (ovviamente) sul pollice 

Yukai Amagami Ham Ham

Il secondo robot che ha attirato la nostra attenzione ha scopi magari più futili ma non meno interessanti: sembra un orsetto di peluche, lo produce (meglio: lo produrrà) la giapponese Yukai e si chiama Amagami Ham Ham. In giapponese, la prima parola significa rosicchiare, che è poi quello che fa questo robottino: succhia il pollice. Ai bambini oppure anche agli adulti. Soprattutto agli adulti: “Ricrea quelle sensazioni che provavamo da piccoli quando ci succhiavamo il dito”, ci hanno spiegato i suoi creatori. Che sono abbastanza noti anche per un altro robot, che si chiama Bocco Emo e fa una cosa simile ma più pratica: attraverso un sensore esterno, può rilevare i livelli di ossigenazione e pressione del sangue. Bocco non è in vendita in Occidente ma si può comprare in Giappone (costa circa 40mila yen, poco meno di 300 euro), mentre Amagami è al centro di una campagna di crowdfunding su Indiegogo.

La misurazione della pressione attraverso il Conneqt Pulse
La misurazione della pressione attraverso il Conneqt Pulse 

Conneqt Pulse

Sicuramente meno puccioso di Bocco, il Pulse dell’australiana Conneqt è forse più utile e va nella direzione percorsa anche da alcune startup italiane, come la genovese D-Heart: è un dispositivo per misurare la pressione ma più evoluto rispetto a quelli cui siamo abituati, con la possibilità di rilevare sino a 8 parametri, di memorizzarli sullo smartphone e ovviamente di condividerli con il medico. Dall’azienda ci hanno raccontato che “siamo alla quarta generazione, che è in fase di approvazione da parte dell’FDA negli Stati Uniti, mentre le precedenti sono state in vendita in 64 Paesi, compresi alcuni in Europa”.

Il Govee AI Gaming Sync Box in azione
Il Govee AI Gaming Sync Box in azione 

Govee AI Gaming Sync Box

Quanto all’intelligenza artificiale, l’abbiamo trovata dove non ce l’aspettavamo, cioè nel tv box della cinese Govee, che produce luci smart e può in qualche modo essere considerata una rivale più economica dell’italiana Twinkly: “Si collega al televisore attraverso la presa Hdmi e comanda i led abbinati per creare intorno allo schermo una cornice luminosa”. La novità è che “usa un algoritmo di IA per capire quello che viene mostrato: se in un videogioco il personaggio muore, se si arriva alla schermata di game over o al contrario si ottiene un risultato significativo, le luci rifletteranno quell’avvenimento”. Il dispositivo si chiama AI Gaming Sync Box e non è ancora in vendita (lo sarà da marzo, a circa 300 dollari) ma l’azienda ha in gamma molti altri prodotti, come pannelli multicolor o strip light che partono da circa 20-30 euro.

Un esempio delle funzionalità del Woongjin ARpedia
Un esempio delle funzionalità del Woongjin ARpedia 

Woongjin ARpedia

L’ultima citazione in questa breve rassegna ha a che fare con la realtà aumentata e con il gioco, soprattutto quello dei più piccoli, dai 4 anni in su. L’azienda è sudcoreana, dagli anni Ottanta è attiva anche nel campo dell’editoria e nel 2020 ha pensato di unire la tecnologia alla sua esperienza con i libri illustrati per bambini: è nato il progetto ARpedia, premiato con 3 CES Innovation Awards, che permette alle pagine di prendere in qualche modo vita sullo schermo di un tablet. “Il nostro kit per i bimbi di 4-7 anni costa 150 dollari, comprende 5 libri, la telecamera (a forma di giraffa, ndr) da montare sul lato lungo del tablet (iOS o Android) e i marker per fare compiere le azioni a quello che viene inquadrato”. Quali azioni? “Se si usa l’asciugacapelli sulle immagini della bimba spettinata, sullo schermo si muoveranno i capelli nella direzione da cui proviene l’aria – ci hanno spiegato – Se si usano le forbici, si potranno tagliare quelli del personaggio coinvolto. Oppure li si potrà colorare con una matita e vedere il risultato sul display”. Che è un po’ quello che facevamo noi da bambini, ma in versione 2.0. Anzi, in versione AR.

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