Il codice a barre e quel primo pacchetto di gomme da masticare esposto in un museo

Il codice a barre e quel primo pacchetto di gomme da masticare esposto in un museo

Il 26 giugno 1974, in un centro commerciale a Troy, nell’Ohio, alle 8.01 del mattino, un confezione da dieci pacchetti di gomme da masticare alla frutta, alla cassa fu scansionata usando il codice a barre lineari e il mondo del commercio è cambiato per sempre. Era un “bar code” del tipo UBC. Erano anni che si cercava un modo per identificare con certezza ogni singola merce. All’inizio, negli anni Trenta, ci si era provato con le schede perforate con cui funzionavano i primo computer,  ma non erano molto pratiche.Negli anni Sessanta si sperimentò una versione di codici a colori per identificare i treni ma neanche questa funzionò. Allora si iniziò a provare con i codici numerici e vinse la proposta tecnologica della IBM.

Dietro in realtà c’era l’intuzione di un ingegnere, Norman Woodland, che si era convinto da tempo della necessità di creare “un codice Morse” per per merci e aveva ottenuto il brevetto già nel 1949; era poi stato assunto alla IBM dove aveva sviluppato il tutto brevetto fece un giro lunghissimo prima di diventare un prodotto. La versione finale dell’Universal Bar Code si deve anche al contributo di un gruppo di scienziati del MIT che scelsero la grafica e le font in modo che potessero durare nel tempo e decisero anche di aggiungere, accanto alle linee, i numeri veri e propri per far sì che il sistema possa funzionare anche se lo scansionatore si guasta. Il pacchetto di gomme acquistato il 26 giugno 1974 non è mai stato scartato pare: è esposto al museo Smithsonian di storia americana di Washington D.C., Nel 1992 Woodland ha ricevuto dal presidente George H. W. Bush la Medaglia nazionale per la tecnologia, e nel 2011, un anno prima di morire, è stato ammesso nella Hall of Fame degli inventori. 

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