Fra social network e motori di ricerca, ecco le parole d’ordine del 2020

Fra social network e motori di ricerca, ecco le parole d’ordine del 2020

Per i veri bilanci di questo 2020 che volge al termine servirà tempo. Nell’attesa arrivano dai colossi del Web la lista dei contenuti più cercati e condivisi su social network e motori di ricerca. Il polso della situazione lo hanno avuto più di tanti altri, con il trasloco online a tappe forzate di centinaia di milioni di persone a causa della pandemia. E’ cambiato il modo di vivere il digitale, sono esplosi i consumi dello streaming e delle piattaforme per lavorare, è aumentato di oltre il 100 per cento la pubblicazione di video e di fotografie.

“Durante il primo lockdown le persone hanno combattuto il distanziamento sociale sfruttando la messaggistica e raddoppiando i normali flussi di chiamate per potersi tenere in contatto” fa ad esempio sapere Facebook. “Ma sono cambiate anche le modalità di interazione, ad esempio le chiamate di gruppo – quelle con tre o più partecipanti – aumentate di oltre il mille per cento solo a marzo. E ad aprile, oltre tre milioni di italiani erano parte di gruppi locali impegnati a offrire supporto durante l’emergenza Covid-19”.

“Andrà tutto bene” lo ricorderemo a lungo. Un messaggio che ha unito quattro milioni di persone quando il nostro Paese venne colpito duramente dalla prima ondata. E poi ovviamente “Io resto a casa”. Google fra le parole più cercate mette al primo posto “Coronavirus”, seguito da “Elezioni Usa”, “Nuovo Dpcm” e Diego Armando Maradona. Il 2020 infatti è stato l’anno di lutti eccellenti che vanno dall’ex campione argentino a quello del basket “Kobe Bryant fino a Paolo Rossi. E poi i musicisti Ezio Bosso e Ennio Morricone, l’attore Sean Connery, i comuni cittadini come George Floyd che negli Usa ha innestato la protesta di “Black Lives Matter”.

La rivolta in America seguita dall’uccisone di Floyd è stata fra i temi più discussi su Facebook, anche se in cima alla lista in Italia c’è il concerto di Andrea Bocelli da Piazza del Duomo a Milano. Seguono l’esplosione nel porto di Beirut e le proteste ad Hong Kong. Proteste delle quali il social network cinese TikTok, grande protagonista del 2020 sia per la crescita di utenti sia per essere stato al centro dello scontro fra Washington e Pechino, non fa menzione. Cita invece fra le parole d’ordine più usate gli hashtag #IoRestoaCasa, #ActivePlank, #UsoLaMiaVoce: #AmoIlMioCorpo e #MuseoaCasa.

C’è anche #ImparaConTikTok, dato che il filone dedicato all’apprendere come fare una certa cosa è stato di gran moda. Google ad esempio classifica i primi in questo ordine: come imparare a fare il pane, come costruire le mascherine antivirus, come fare il liveito di birra, la pizza, il lievito madre, gli gnocchi.

Di tutto ciò non esistono numeri a sostegno. La lista dei temi, parole, contenuti non è accompagnata da cifre se non per poche eccezioni. Ma è certo che il 2020, fra le tante cose, sia stato un anno d’oro per il digitale entrato definitivamente nella vita di tutti, anche di coloro che fino a ieri lo frequentavano solo di sfuggita.
 

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