Elezioni federali in Germania, siti russi e di estrema destra prendono di mira i Verdi

Elezioni federali in Germania, siti russi e di estrema destra prendono di mira i Verdi

A meno di tre mesi dall’elezione del nuovo cancelliere tedesco, la disinformazione sulle elezioni federali, le Bundestagswahl, ha iniziato a circolare sui social media in Germania, pubblicata soprattutto da siti conservatori.

In dettaglio: fino ad ora, l’obiettivo principale della campagna di disinformazione sembra essere il partito dei Verdi. Nel suo nuovo Centro di monitoraggio della disinformazione sulle elezioni federali in Germania, NewsGuard ha elencato 14 affermazioni false e citazioni assolutamente inventate a proposito del partito dei Verdi e dei suoi esponenti, che stanno circolando su diversi siti, tra cui alcuni siti di propaganda russi. Un report del giugno 2021 del Ministero degli interni della federazione tedesca, di cui ha parlato per primo il giornale berlinese Der Tagesspiegel, fa riferimento proprio a un’operazione di propaganda russa contro la candidata dei Verdi, Annalena Baerbock.

NewsGuard ha trovato nove affermazioni false sui partiti dell’Unione (compresi l’Unione Cristiano-Democratica e l’Unione Cristiano-Sociale, CDU e CSU) e cinque sul Partito Socialdemocratico di Germania (SPD). Ad oggi non sono state fatte affermazioni false a proposito del partito di sinistra The Left party (Die Linke), del Partito Liberale Democratico di centro-destra (FDP), o del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD).

Un articolo di opinione pubblicato nel giugno 2021 su DE.RT.com, un sito di proprietà del governo russo considerato inaffidabile da NewsGuard, ha rimesso in circolazione una bufala, già dimostrata falsa in passato, secondo cui Baerbock non avrebbe nessuna laurea universitaria e nel curriculum avrebbe mentito sui suoi titoli di studio. DE.RT.com afferma che il curriculum di Baerbock “è autentico più o meno quanto i diari di Hitler”. (Si tratta di un riferimento a uno scandalo mediatico tedesco: nel 1983 la rivista Stern aveva acquistato per 9,3 milioni di marchi tedeschi, ovvero 3,7 milioni di dollari, un set di 60 volumi di diari che si pensava appartenessero ad Adolf HItler. Più tardi tali volumi si sono rivelati essere contraffatti).

  • Questo articolo è stato condiviso sulla pagina Facebook di DE.RT.com, seguita da circa 518.000 utenti stando ai dati di fine giugno 2021.
  • Una variante di questa falsa affermazione è anche comparsa sul sito di estrema destra AnonymousNews.ru, considerato inaffidabile da NewsGuard e registrato attraverso un servizio di registrazione di domini con sede a Mosca. In un articolo del maggio 2021 si legge: “Scandalo nel partito dei Verdi: la candidata alla cancelleria Baerbock ha comprato le sue lauree universitarie?”. Questo articolo è stato condiviso sulla pagina Facebook di AnonymousNews.ru, stando ai dati di fine giugno 2021 seguita da circa 30.000 utenti.

FreieWelt.net, un sito gestito da un’organizzazione no-profit fondata da Beatrix von Storch, vice portavoce federale del principale partito tedesco di estrema destra AfD, è uno dei tanti siti di notizie tedeschi che hanno diffuso affermazioni false e fuorvianti sul partito dei Verdi.

Diversi siti di destra hanno ripetutamente promosso la narrativa secondo sui Baerbock sarebbe una “marionetta” nelle mani di Klaus Schwab, il fondatore del World Economic Forum, e del democratico statunitense George Soros. Schwab e Soros vengono spesso chiamati su questi siti “l’elite finanziaria”.

  • Il sito anti-immigrazione di destra FreieWelt.net, considerato inaffidabile da NewsGuard, sta prendendo di mira il partito dei Verdi con articoli come “Annalena Baerbock è il tesoruccio dei globalisti”. Questo articolo dell’aprile 2021 è stato condiviso sulla pagina Facebook di FreieWelt.net, che a fine giugno 2021 aveva approssimativamente 25.000 follower. Riferendosi a Baerbock, l’articolo sosteneva: “come membro della squadra di Klaus Schwab è la marionetta ideale per terrorizzare la Germania con interessi globalisti”.
  • Il sito è di proprietà di una società berlinese no-profit fondata da Beatrix von Storch, la portavoce federale del principale partito di estrema destra tedesco AfD. Al momento il sito è gestito da suo marito Sven von Storch.
  • Lo stesso articolo includeva un tweet dell’aprile 2021 che diceva: “Mi congratulo con George Soros per la sua candidatura a cancelliere” con una foto di Baerbock e Soros alla Conferenza per la Sicurezza a Monaco nel febbraio 2019, postata originariamente da Baerbock sul suo account Instagram.
  • Non ci sono prove che Annalena Baerbock o il suo partito siano sotto il controllo diretto di Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum, o di George Soros.

Perché dovremmo preoccuparcene: Dall’inizio della pandemia, la Germania ha visto un incremento nel numero di manifestazioni, e nel 2020 la Germania è stata il paese che ha mostrato maggiore resistenza alle misure messe in atto dal governo per contrastare la propagazione del virus del COVID-19, a quanto riportato da numerosi media. Sebbene queste proteste abbiano trovato il supporto di cittadini di tutto lo spettro ideologico e politico tedesco, sono state alimentate prevalentemente dalla disinformazione sulle misure di contenimento del virus, sull’uso delle mascherine, sulla sicurezza dei vaccini e su altri temi relativi al COVID-19, pubblicata da siti di destra. Questo fenomeno potrebbe verificarsi nuovamente con l’avvicinarsi delle elezioni federali tedesche.

  • Il tentativo di manifestanti di destra nell’agosto del 2020 di prendere d’assalto il Reichstag, l’edificio dove risiede il parlamento tedesco, ha costituito un precedente preoccupante. La Francia, le cui elezioni presidenziali sono in programma nell’aprile 2022, è uno dei molti paesi europei che seguiranno con preoccupazione il susseguirsi degli eventi in Germania nei mesi a venire.

Il sito di disinformazione Gateway Pundit ha seguito il riconteggio dei voti in Arizona. I suoi articoli hanno ottenuto oltre il 5% delle interazioni con tutte le notizie sull’argomento sui social media

I siti che hanno pubblicato notizie false e disinformazione sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti nel 2020 hanno recentemente rivolto la loro attenzione al riconteggio dei voti nella contea di Maricopa, in Arizona. Un sito in particolare ha giocato un ruolo determinante nel promuovere e diffondere informazioni false: The Gateway Pundit.

Secondo l’analisi di NewsGuard dei dati di NewsWhip, azienda di social media intelligence, il Gateway Pundit – un sito conservatore considerato generalmente inaffidabile da NewsGuard, con una lunga storia di pubblicazione di notizie false – ha pubblicato 263 articoli sul riconteggio dei voti nella contea di Maricopa nel periodo dal 20 gennaio 2021, quando il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è entrato in carica, al 20 giugno 2021. Si tratta del sito più prolifico sull’argomento.

Il riconteggio dei voti, autorizzato dal Senato dell’Arizona attualmente controllato dai repubblicani, ha ricontato le circa 2,1 milioni di schede elettorali della contea e sta ora entrando nelle sue fasi finali. Il riconteggio è visto da molti come una scelta di parte, mirata a insinuare dubbi sulla legittimità dei risultati elettorali, facendo eco alle false affermazioni dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui le elezioni sono state il risultato di una serie di brogli. In precedenza, conteggi manuali o con attrezzature elettroniche non avevano trovato alcuna prova di frode o scambio di voti nella contea di Maricopa.

I dati: stando ai dati di NewsWhip, gli articoli del Gateway Pundit hanno ricevuto un numero significativo di interazioni sui social media, innescando un’ulteriore copertura da parte di altre piattaforme e siti, compresi altri siti considerati inaffidabili da NewsGuard.

  • Nello stesso arco di tempo, l’Arizona Republic (AZCentral.com), sito considerato affidabile da NewsGuard, ha pubblicato 159 articoli sul riconteggio dei voti in Arizona, rispetto ai 263 pubblicati dal Gateway Pundit. A differenza del Gateway Pundit, che ha sede a St. Louis, l’Arizona Republic ha sede proprio nella contea di  Maricopa.
  • Tra il 20 gennaio e il 20 giugno 2021, altri siti considerati inaffidabili da NewsGuard hanno pubblicato 485 articoli sul riconteggio dei voti citando in modo esplicito il Gateway Pundit – attribuendo le informazioni al sito oppure ripubblicando i suoi articoli. Secondo i dati di NewsGuard, il Gateway Pundit e i siti inaffidabili che fanno riferimento ai suoi articoli sono responsabili nel loro insieme del 6% di tutti gli articoli sul riconteggio dei voti in Arizona pubblicati in quel periodo.
  • Anche siti affidabili hanno pubblicato articoli che citano il Gateway Pundit, per esempio articoli di fact-checking o articoli sulla disinformazione relativa al riconteggio. Considerando anche questi contenuti, gli articoli sul riconteggio che nominano o che sono pubblicati direttamente dal Gateway Pundit costituiscono il 12% di tutte le notizie sul riconteggio dei voti nello stesso periodo, a dimostrare la portata dell’influenza mediatica di questo sito.
  • Il Gateway Pundit ha ricevuto oltre il 5% di tutte le interazioni sui social media (like, condivisioni e commenti) sugli articoli relativi al riconteggio dei voti in Arizona pubblicati fra il 20 gennaio e il 20 giugno 2021.

In dettaglio: il Gateway Pundit ha pubblicato una grande varietà di informazioni false sul riconteggio dei voti in Arizona, e i contenuti dei suoi articoli sono stati frequentemente condivisi e ulteriormente amplificati da altri siti.

  • Per esempio, un articolo del 6 marzo 2021 affermava: “qualcuno ha ordinato che le schede elettorali venissero distrutte”.
    • In realtà, Stephen Richer, notaio della contea di Maricopa, il cui ufficio mantiene i file degli elettori e lavora insieme al dipartimento delle elezioni della contea per gestire il processo elettorale, ha comunicato all’Associated Press: “Posso dire con una certezza del 100% che le 2,1 milioni di schede elettorali legalmente registrate nelle elezioni presidenziali di novembre sono tutte al sicuro nella cassaforte del dipartimento delle elezioni, sotto sorveglianza 24 ore su 24”.
    • Megan Gilbertson, direttrice delle comunicazioni al dipartimento delle elezioni della contea di Maricopa, ha aggiunto in un secondo comunicato all’AP: “La contea di Maricopa non ha distrutto, e non distruggerebe mai, schede elettorali finché non legalmente autorizzata a farlo dopo il periodo di mantenimento di 24 mesi”.
    • Questa notizia falsa ha ricevuto circa 29.300 condivisioni, like e commenti sui social media dalla data della sua prima pubblicazione – il più alto numero di interazioni rispetto a qualsiasi altro articolo sul riconteggio dei voti pubblicato dal sito.
    • NewsGuard ha trovato almeno altri 19 esempi di articoli che amplificano le affermazioni false sulle schede elettorali distrutte che nominano il Gateway Pundit, per un totale di oltre 11.000 interazioni sui social media.

Il Gateway Pundit, sito conservatore con una lunga storia di pubblicazione di notizie false, è stato il sito più prolifico nella pubblicazione di notizie sul riconteggio delle schede elettorali nella contea di Maricopa, in Arizona.

  • ‘File cancellati’: il 12 maggio 2021 il Gateway Pundit ha pubblicato un articolo (precedentemente pubblicato da 100percentfedup.com, un altro sito conservatore considerato inaffidabile da NewsGuard), il cui titolo riportava una notizia falsa: “ULTIM’ORA: ufficiali elettorali della contea di Maricopa HANNO CANCELLATO L’INTERO REGISTRO DEL DATABASE dalle macchine per votare”. Citando una lettera che il presidente del Senato dell’Arizona, Karen Fann, aveva scritto al presidente del consiglio dei supervisori della contea di Maricopa, Jack Sellers, l’articolo affermava: “Mercoledì pomeriggio è stato scoperto che ‘l’intero database’ che mostrava ‘il conteggio e i report dei risultati’ delle elezioni 2020 è stato cancellato dalle macchine per votare della contea di Maricopa!”.
    • In realtà, in un comunicato del 12 maggio 2021 Sellers ha spiegato: “sostenere che i nostri impiegati avrebbero cancellato file elettorali e distrutto prove è oltraggioso e infondato”.
    • Una nota del dipartimento per le elezioni della contea di Maricopa ha confermato che il database al quale il Gateway Pundit aveva fatto riferimento non è stato “alterato o cancellato”. La nota spiega che l’ufficio del notaio della contea di Maricopa aveva spento il server per consegnarlo al Senato dell’Arizona, e che i controllori non l’avevano correttamente riattivato dando l’impressione che fosse stato cancellato.
    • Mentre la storia originale pubblicata su 100percentfedup.com ha ricevuto circa 4.000 interazioni, l’articolo del Gateway Pundit ne ha amplificato la portata ricevendo 23.600 interazioni, quasi sei volte tanto. Si tratta del secondo articolo del Gateway Pundit sul riconteggio dei voti per numero di interazioni ricevute.
    • Il 18 maggio 2021, Ben Cotton, co-fondatore di CyFIR, gruppo che ha preso in subappalto il processo di riconteggio dei voti in Arizona, ha spiegato in un’udienza con i senatori dell’Arizona, a proposito del database: “ho accesso ai dati” e “ho le informazioni che mi servono per il recupero dei dati”.
    • I dati di NewsWhip mostrano che dopo la pubblicazione degli articoli di 100percentfedup.com e del Gateway Pundit, almeno altri 27 articoli contenenti le stesse false affermazioni sono stati pubblicati su altri siti. 

Il Gateway Pundit è stato fondato a St. Louis nel 2004 dal blogger conservatore Jim Hoft. Il sito ha pubblicato numerose affermazioni false e teorie del complotto, come quella secondo cui l’ex-presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e sua moglie, l’ex-segretaria di stato Hillary Clinton, possono essere collegati ai decessi di oltre 40 persone, e quella secondo cui gli studenti che hanno che si sono schierati a favore delle restrizioni sulle armi da fuoco dopo la sparatoria di massa in un liceo di Parkland, in Florida, fossero attori.

NewsGuard ha inviato tre email al fondatore e caporedattore del sito Hoft per chiedere un commento sugli articoli relativi al riconteggio dei voti in Arizona, ma non ha ricevuto alcuna risposta.

Alcuni contenuti pubblicati dal Gateway Pundit sono anche stati condivisi dal giornalista italiano Cesare Sacchetti sul suo sito LaCrunaDellAgo.net, considerato inaffidabile da NewsGuard.

  • Il 24 maggio 2021, Sacchetti ha pubblicato un articolo dal titolo “La frode elettorale USA si sgretola giorno dopo giorno: il ritorno di Trump è alle porte?”. Facendo riferimento a un articolo sul riconteggio dei voti nella contea di Maricopa del Gateway Pundit, e fornendone il link, l’autore ha affermato: “quanto […] sta avendo luogo in queste settimane è qualcosa che non ha precedenti negli Stati Uniti. Stanno emergendo sempre di più le prove di una massiccia e vasta frode elettorale perpetrata in modo particolare negli Stati chiave americani da sempre decisivi per le sorti delle elezioni”.

Perché dovremmo preoccuparcene: La disinformazione sul riconteggio dei voti in Arizona, che continua ad alimentare bufala secondo cui le elezioni presidenziali del 2020 negli Stati Uniti sarebbero frutto di brogli, può minare la fiducia nel processo democratico e indebolire le fondamenta del governo statunitense. Inoltre, tutte le falsità pubblicate sulle “scoperte” di brogli in Arizona stanno ispirando altri stati controllati da sostenitori delusi dell’ex Presidente Trump a richiedere ulteriori controlli.

  • Secondo un sondaggio della Monmouth University del giugno 2021, il 40% degli statunitensi crede che la revisione dei risultati delle elezioni 2020 indebolirà la democrazia del Pease, mentre un terzo crede che il riconteggio dei voti “sia uno sforzo legittimo per identificare possibili irregolarità nelle votazioni”.
  • Lo stesso sondaggio ha rilevato che “un terzo degli americani continua a credere che Joe Biden sia diventato presidente solo grazie ai brogli elettorali”.
  • I sostenitori di Trump in Georgia, Pennsylvania e Michigan stanno esercitando pressioni per seguire l’Arizona nel riconteggio. Questo vuol dire che il paese potrebbe continuare il dibattito sulle elezioni del 2020 – definite le più sicure della storia dagli ufficiali del dipartimento di Homeland Security del presidente Trump – fino al 2022.

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