Chi è Lisa Su, la donna dei microprocessori che sfida Nvidia

Chi è Lisa Su, la donna dei microprocessori che sfida Nvidia

Lisa Su è una delle grandi figure dell’hi-tech mondiale, nata 54 anni fa a Taiwan, dal 2014 è CEO e presidente di AMD (Advanced Micro Devices), multinazionale californiana produttrice di semiconduttori, e opera nel quartier generale di Santa Clara.

Nel corso della sua amministrazione in AMD è riuscita a risollevare le sorti dell’azienda, dopo anni di difficoltà. E ora guarda fiduciosa a nuovi traguardi grazie anche alle recenti dichiarazioni dei capi di Meta, OpenAI e Microsoft che hanno ufficializzato l’utilizzo del nuovissimo chip AI di AMD, denominato Instinct MI300X, essenziale nella progressione dell’intelligenza artificiale generativa. Un segnale importante, quello delle big tech, nello scenario della competizione globale sui chip di nuova generazione per l’IA. E nei confronti del dominio di Nvidia che, nonostante i costi elevati dei suoi processori grafici (fondamentali per la creazione e l’implementazione di programmi di intelligenza artificiale come ChatGPT di OpenAI), sembra avere per il momento la meglio.

“L’intelligenza artificiale è il megatrend della tecnologia in questo momento. E lo sarà per un lungo periodo. Se pensiamo che il mercato dei microprocessori IA potrebbe superare i 400 miliardi di dollari nel 2027, ci rendiamo conto che la torta è talmente grande che c’è posto per tutti, sia per AMD sia per Nvidia. Noi puntiamo a un fatturato di 2 miliardi di dollari entro il 2024”, ha commentato Su in occasione del debutto del superchip Instinct MI300X.

Tutta la storia di Lisa Su

Lisa Su nasce il 7 novembre 1969, stesso anno in cui viene fondata AMD (per cui però il giorno è l’1 maggio). Trasferita negli Stati Uniti con i genitori all’età di 3 anni, dopo il dottorato in Ingegneria elettrica al Massachusetts Institute of Technology, Su ha lavorato al Semiconductor Process and Device Center di Texas Instruments. È quindi approdata in IBM, dov’è rimasta per 7 anni come vicepresidente del Semiconductor research and Development center. Per poi diventare direttore tecnico di Freescale Semiconductor, e passare in seguito ad AMD verso la fine del 2014.

Ma facciamo un passo indietro: Su si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti all’età di 3 anni, da subito i genitori la incoraggiarono a studiare matematica e scienze, forse come retaggio del lavoro del padre, uno statistico. Lo spirito imprenditoriale invece lo eridata della madre, ex commercialista poi diventata imprenditrice. A 10 anni smontava e riparava le macchine telecomandate del fratello, il suo primo computer fu un Apple II, un valido alleato in un percorso di studi che la portò a laurearsi alla Bronx High School of Science di New York nel 1986. Poi il salto all’MIT, dove appunto scelse di studiare Ingegneria elettronica. La frequentazione dell’MIT, così come lo stage presso Analog Devices, accrebbe l’interesse di Su per i semiconduttori. Dopo aver ottenuto una laurea magistrale all’MIT nel 1991, Su studia come dottoranda fino al 1994, concludendo con una tesi intitolata Extreme-submicrometer silicon-on-insulator (SOI) MOSFETs.

Il primo impiego di Lisa Su nel mondo dei semiconduttori risale proprio al 1994, con l’ingresso in Texas Instruments, dove lavora presso il Semiconductor Process and Device Center fino al febbraio del 1995, quando ebbe la sua prima grande occasione: il salto in un’azienda storica, tuttora al vertice dell’ecosistema dell’innovazione, cioè IBM.

Pochi sanno che Lisa Su fu una figura centrale nella collaborazione tra IBM, Sony e Toshiba per la creazione del Cell, processore al centro della console PlayStation 3: il team guidato da Su creò un processore a 9 core che poi venne applicato alla nuova console della casa nipponica. La sua carriera in IBM continuò fino al 2007, quando a giugno si unì a Freescale Semiconductor come CTO, ossia direttore tecnologico.

Il 15 dicembre 2011, l’amministratore delegato di AMD annucia di aver assunto Lisa Su, allora 42enne, come vicepresidente senior e general manager della Global Business Unit. Un lavoro sporco, perché allora l’azienda faceva acqua da tutte le parti. Nel 2013 AMD chiudeva i conti dell’anno con un fatturato di 5,42 miliardi, una perdita operativa di 1,06 miliardi e una netta di 1,18 miliardi. Alcuni analisti iniziarono a parlare di AMD come di un’azienda in cui non si poteva investire, una macchina brucia soldi, un morto che camminava. Nell’ottobre del 2014, Lisa Su viene nominata CEO di AMD dopo aver letteralmente risollevato l’azienda dalle peggiori difficoltà, non sono di budget.

La tenacia di Su è stata determinante, il piano del nuovo CEO è stato semplice quanto ambizioso: dismettere qualsiasi investimento non fruttuoso, puntare sui settori tecnologicamente nelle corde di AMD, razionalizzare la linea di prodotti e continuare a diversificare con oculatezza.

A distanza di quasi 10 anni dell’insediamento nel ruolo di CEO, le scelte operate da Lisa Su (e dalla sua squadra) hanno dato ad AMD prospettive nuove e opportunità di ascesa incredibili, tanto da portere addirittura compere con Nvidia. Nel 2020, Lisa Su ha ricevuto la massima onorificenza dall’industria del settore dei chip, il Robert N. Noyce Award, prima volta per una donna.

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