Amazon lancia Amp, un nuovo Clubhouse con la musica

Amazon lancia Amp, un nuovo Clubhouse con la musica

C’è stato un momento, intorno a febbraio del 2021, in cui sui social network c’era solo un posto dove stare, per essere considerati alla moda. Parliamo di Clubhouse, l’applicazione lanciata alla fine del 2020 e dedicata esclusivamente agli spazi audio. Un successo, quello della piattaforma statunitense, davvero effimero: nel giro di pochi mesi, il social network è passato dai quasi 10 milioni di download a febbraio 2021 ai soli 900.000 di aprile 2021.

Il crollo è continuato fino ad oggi: basta fare un giro su Clubhouse per imbattersi in quella che sembra una sorta di ghost town dei film western degli anni ’40. Nonostante questo, l’idea alla base del social network, cioè quella di costruire spazi centrati sull’ascolto, sull’audio, non è morta. Al contrario, tante grandi aziende del web ci stanno investendo. Da Twitter e i suoi Spaces alle Greenroom di Spotify e le Stanze audio di Facebook il modello è simile: prendere le funzioni di Clubhouse e integrarle all’interno di piattaforme esistenti, sfruttando gli utenti che già frequentano quegli spazi per alte ragioni.

Amp: Clubhouse secondo Amazon

Chi ha il potenziale di aggiungere qualcosa, anche in termini di funzioni, al modello proposto da Clubhouse è Amazon che ha lanciato in beta Amp, la sua versione di social network basato sull’audio. Una piattaforma che fa un passo avanti importante, rispetto al modello Clubhouse. In particolare, si differenzia perché fornisce a tutti i propri utenti l’accesso immediato a un catalogo musicale da oltre 10 milioni di brani. In altre parole, gli utenti di Amp potranno, oltre a creare stanze audio – diciamo programmi radiofonici in diretta – come in Clubhouse, aggiungere una dimensione radiofonica alle proprie trasmissioni, riproducendo canzoni live.

In un post pubblicato sul proprio blog, Amazon ha spiegato che “Amp è completamente gratuito e offre ai creatori l’accesso a una libreria di decine di milioni di canzoni che si possono utilizzare durante i programmi e la possibilità di invitare utenti a partecipare dal vivo”. Il social network avrà una sezione per la scoperta di nuove stanze e permetterà di seguire i creator per rimanere aggiornati tramite notifica sugli show in arrivo. Agli host spetterà il compito di gestire gli ingressi nelle stanze, controllare chi può intervenire e quando, e condividere e gestire le canzoni da mandare in onda. L’applicazione, per ora in beta ad accesso limitato, ha in programma per il lancio una serie di show pensati per il mercato statunitense. In particolare, su Amp troveranno spazio Nicki Minaj, con un programma che si chiamerà Queen Radio, oltre a, tra gli altri, Pusha T, l’ex batterista dei Blink 182 Travis Barker, Lil Yachty e Big Boi.

La competizione per le nostre orecchie

L’audio è uno dei campi di battaglia su cui potrebbero concentrarsi nel prossimo futuro gli sforzi di social network e piattaforme web. Per capire i motivi, è necessario fare un piccolo passo indietro a ciò che facciamo quando utilizziamo il nostro smartphone. Secondo un thread su Twitter estremamente interessante scritto dall’Head of Product di Substack Sachin Monga, gli smartphone hanno dato il via a tre distinte battaglie per l’attenzione, disegnate sulle nostre possibilità sensoriali. 

Quando chiunque di noi utilizza uno smartphone può fare tre cose principali: guardare senza ascoltare, ascoltare senza guardare oppure guardare e ascoltare. Ognuna di queste battaglie ha i suoi formati: se l’utente può solo guardare, vanno meglio le foto, se può invece solo ascoltare, vincono gli audio, se può guardare e ascoltare, hanno la meglio i video. Ogni app, secondo Monga, può competere con efficacia, tendenzialmente, in una sola di queste battaglie.

La prima sfida è una battaglia con l’audio in mute. Originariamente c’erano i post di Facebook e Twitter, poi è arrivato Instagram con le sue foto e i suoi filtri. Se però non ci sono limiti, inizia la seconda competizione. Uno scontro che coinvolge audio e video e che, attualmente, sta vincendo un social network costruito intorno a questo genere di contenuti come TikTok. E quando invece si può solo ascoltare? Questa battaglia aveva due competitor molto chiari: la musica e i podcast. A un certo punto, però, è arrivato Clubhouse, che ha aggiunto una componente di interazione e la possibilità di costituire network intorno ai contenuti audio. L’applicazione, tuttavia, aveva dei limiti, a partire dalle difficoltà nel lancio su Android. Per questo, non esiste ancora un vincitore chiaro: da Twitter ad Amazon, fino a Spotify, la sfida è aperta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *