5 startup italiane che ci sono piaciute al CES 2023

5 startup italiane che ci sono piaciute al CES 2023

All’interno dell’Eureka Park, ospitato dentro al Venetian, uno dei tanti hotel di Las Vegas con aree dedicate al CES 2023 (qui tutte le news), ci sono i padiglioni di una ventina di Paesi del mondo, le cui startup hanno la possibilità di mostrarsi a potenziali investitori durante la più importante fiera dell’elettronica dell’anno.

Fra questi Paesi c’è anche l’Italia, con una cinquantina di startup selezionate da ITA, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane: abbiamo visitato lo stand e abbiamo scelto le 5 che ci sono sembrate più interessanti o curiose. Solo 5, perché citarne 50 sarebbe stato impossibile. Meglio: sarebbe stato possibile ma non avremmo fatto un favore né a loro né a chi ci legge.

GeckoWay

Forse quella che ci ha colpiti di più: nata nel 2017 alle porte di Roma, a metà 2020 si è fatta venire in mente l’idea di Virtual Crab, il progetto per portare l’arte alle persone attraverso la realtà mista. “Nell’ottobre di quell’anno abbiamo acquistato i visori HoloLens di Microsoft, a marzo 2021 abbiamo iniziato a fare i primi test e a metà 2022 abbiamo pensato di creare esperienze legate all’arte attraverso gli ologrammi”, ci ha spiegato il founder, Marco Rinelli. Attraverso immagini, scansioni e con l’uso dei droni hanno ricostruito una ventina di opere e location in 6 città italiane, che si possono appunto vedere virtualmente attraverso qualsiasi visore VR: “L’intenzione è vendere il servizio ai musei, soprattutto sul mercato americano. E proprio qui al CES abbiamo avuto molti contatti soddisfacenti”. Non stentiamo a crederlo, dopo avere passeggiato (senza muoverci) nella zona del Vesuvio, esaminato e scomposto una statua di Ulisse e apprezzato i quadri esposti in una galleria d’arte.

Contents.com

Usando GPT-3, l’algoritmo di IA su cui si basa ChatGPT, questa startup milanese, nata nel 2021 e che oggi dà lavoro a 60 persone, aiuta le aziende a creare contenuti. Quali contenuti? “Schede dei prodotti per l’ecommerce, testi per i blog, per il marketing, per la promozione sui social network”, ci ha spiegato Stefano Romanazzi, product marketing manager. Abbiamo visto il loro sistema in funzione ed è simile ad altri basati sulle IA, però ottimizzato per le necessità delle imprese: “Facciamo un po’ da intermediario, adattando alle esigenze del cliente i dataset su cui queste IA si basano per creare i contenuti, facendo controlli anti-plagio per evitare violazioni di copyright e così via”, ci ha raccontato Camilla Poretti, presales manager. Ovviamente, le aziende pagano per questi servizi: “Il piano di abbonamento base costa 29,99 euro al mese e dà diritto alla creazione di 1500 contenuti, mentre quello annuale offre uno sconto del 30% sul costo dei 12 mesi”.

The Meter

Startup genovese nata nel 2023 dall’esperienza di un’altra startup attiva già dal 2014, fa rilevazione ambientale: il loro dispositivo usa un lidar e un laser per misurare le dimensioni di un ambiente. I clienti ideali sono architetti e geometri: “Lo si posiziona al centro di una stanza e procede con la scansione, mappando 1600 punti per giro – ci ha detto Alessandro Guasti, il designer – ed è in grado di vedere sino a 60 metri di distanza”. The Meter dà lavoro a una cinquantina di persone ed entro fine 2023 vorrebbe arrivare sul mercato con il prodotto finito (che viene fatto a Genova). Quanto costerà? “Stiamo cercando di stare sotto i 5mila euro, anche se non sarà facile”.

Domethics

La startup torinese co-fondata da Mirko Bretto, di cui su Italian Tech parlammo a inizio 2022, quando vinse uno degli Innovation Awards proprio al CES, ha usato l’esperienza fatta con Adriano, il primo dispositivo, per creare CarePet. Semplificando, Adriano è un hub che permette di integrare in unico posto le informazioni che arrivano da vari sensori (fumo, incendio, sonno, apertura di una porta, anti-panico, di movimento e altri) ed è dedicato ad anziani e a chi si prende cura di loro, mentre CarePet fa più o meno le stesse cose ma per cani e gatti. Bretto ci ha spiegato che “è un tappetino che si mette nella cuccia e monitora qualità del sonno, battito cardiaco e respiro e avverte se rileva anomalie”. Funziona sia all’interno dell’ecosistema di Adriano sia da solo, attraverso un’app, e dovrebbe arrivare sul mercato a giugno, a un prezzo di 100-150 euro.

VisionAir

Nata a Massa nel 2020, questa startup segue una fra le tendenze più forti nel mondo tech da un paio d’anni, quello che ha a che fare con i dispositivi legati alla salute: “Tutti facevano mascherine, dunque abbiamo pensato di fare anche noi qualcosa di simile”, ci ha raccontato uno dei fondatori, Michele Boni. Il prodotto si chiama Take a Breath e si basa sulle proprietà dell’aria, che “quando viene accelerata acquisisce consistenza e diventa temporaneamente solida” e può appunto essere usata all’interno di una visiera indossabile per allontanare inquinanti e virus dalle vie respiratorie. Boni ci ha spiegato che tutto funziona attraverso due flussi, uno che crea una barriera davanti al viso e l’altro che spinge aria pulita (c’è un filtro) verso chi indossa la visiera, e che “il nostro prodotto non ti isola dal mondo come fa quello di Dyson (che è questo e avevamo provato, ndr) ma anzi ti permette di sorridere, di parlare con le altre persone e di interagire con loro”. Ancora in fase di prototipo, Take a Breath dovrebbe arrivare sul mercato “entro 12 mesi”.

@capoema

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